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Come eliminare macchie su marmo di sostanze organiche colorate – GUIDA

pulire e lucidare il marmo

Macchie su marmo

Per smacchiare marmo, travertino e tutte le pietre da sostanze colorate assorbite non esiste metodo migliore degli impacchi a base di acqua ossigenata.

1. Premessa –

Per sostanze colorate organiche si intendono sostanzialmente tutte le sostanze naturali non oleose e anche tutte le sostanze derivanti da processi di trasformazione delle stesse.

macchie su marmo

Quindi parliamo di:

  • tinture, coloranti e inchiostri di origine vegetale o animale
  • alimenti solidi di qualunque tipo, eccetto i grassi
  • bevande e liquidi alimentari, ad eccezione degli olii
  • secrezioni e sostanze animali, come urina, sangue, deiezioni
  • foglie, legno, derivati da combustione del legno, come fuliggine ecc

Sono da escludere macchie di sostanze di origine metallica, come ruggine, ossidi di rame, come pure vanno esclusi inchiostri e coloranti metallici.

Macchie di frutta su marmo

pulire e lucidare il marmo
Quando rimangono vistose tracce di un ricco banchetto, la pulizia del marmo macchiato richiede particolari accorgimenti

“vistose macchie di fragole e limone su pavimento pietra di verona, come fare?”

macchie su marmo

Questa la richiesta pervenuta.

Come fare per pulire e lucidare il  marmo di Verona?

La nostra risposta  per la rimozione di macchie di frutta è questa.

Le macchie su marmo causate dalla frutta si tolgono con l’applicazione di acqua ossigenata 130 vol lasciata in posa per alcune ore (vedi nostro video test)

Resteranno probabilmente delle opacità da corrosione poiché le fragole contengono sostanze moderatamente acide.
Le macchie su marmo causate da limone invece sono principalmente dovute alla corrosione, per via dell’acido citrico contenuto in questo agrume.

Come fare per il marmo rovinato da acido di limone?

Non sapendo come affrontare il problema, la soluzione più comune è quella di camuffare con prodotti ceranti che dissimulano l’opacità ma non risolvono il problema. È un po’ come pulire mettendo la polvere sotto il tappeto.
Noi consigliamo di risolvere il problema alla radice.
Se queste macchie su marmo sono in gran numero o molto estese sul pavimento allora conviene un intervento professionale per la rilucidatura o spazzolatura a macchina del pavimento.
Se invece si tratta solo di poche macchie si può optare per un intervento fai da te in tutta sicurezza e tranquillità.
Servono solo due o tre piccoli tamponcini diamantati da passare con un po’ d’acqua in successione di grana sulle macchie e infine basta passare con un po’ di polvere lucidante per ottenere un risultato insperato.
In BMC Store si trova con poca spesa tutto il necessario. A riguardo potete consultare i nostri i video tutorial che spiegano come si procede nel dettaglio.

Attenzione però!

Una volta eliminate le macchie su marmo e finito di lucidare il marmo macchiato il problema potrebbe ripresentarsi tale e quale in futuro. Perciò è consigliabile un trattamento idrorepellente preventivo. Questo tipo di trattamento rende le pietre calcaree quasi completamente impermeabili, ma…
attenzione!!
 il problema della corrosione in superficie rimane inalterato.

Esiste una soluzione per l’attacco degli acidi mantenendo la superficie del marmo naturale?

La risposta  può essere affermativa solo nel caso in cui le sostanze acide non siano lasciate agire troppo a lungo sul pavimento.
La soluzione più conosciuta  è la stesura di cera sulla superficie. Questa soluzione a molti non piace perché può rendere scivoloso il pavimento. Se questo  è il caso allora meglio prendere l’abitudine di lavare di frequente il pavimento con acqua e sapone di Marsiglia  senza risciacquare troppo a fondo. Un leggero velo di sapone di Marsiglia equivale ad una inceratura senza l’inconveniente della scivolosità.
Ultimo consiglio. Ogni tanto aggiungere nel secchio un cucchiaio di bicarbonato per pulire più a fondo la superficie.
P.S. Vi spaventa l’uso di  acqua ossigenata 130 volumi, perché molto pericolosa per il contatto con la pelle e gli occhi? Allora, in alternativa, si può ripiegare sulla candeggina in gel da stendere sulle macchie e lasciare agire per qualche ora. La candeggina non  è  urticante, ma notoriamente  è tossica, mentre l’acqua ossigenata non lo è. Inoltre, la candeggina può schiarire i marmi scuri.


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Marmo Test con acqua ossigenata 130 volumi

pulire e lucidare il marmo
Questo test mostra l’azione dell’acqua ossigenata 130 volumi su di una pietra grezza

Come rimuovere una macchia in profondità

Oggi facciamo un test di pulizia su un pezzo di quarzite (molto assorbente) pesantemente macchiata con succo di mirtillo, per capire quale sia il modo migliore di come pulire il marmo e le pietre.

Rimuovere la macchia sembra un’impresa disperata. Anche noi lo pensavamo :=)
Seguendo le indicazioni del video-post  ecco come togliere le macchie di vino, frutta e caffè  andiamo a vedere come è andata…

Spettacolare vero?

Per approfondimenti vedere anche il post sulle caratteristiche dell’ acqua ossigenata 130 volumi.

Nota di sicurezza. Se visto il video avrete la smania di provare subito anche voi, fate attenzione ad usare i guanti di lattice per proteggere la pelle. Inoltre fate la massima attenzione ad evitare il contatto con gli occhi. Si potrebbero avere conseguenze molto gravi. Comportatevi come aveste da maneggiare l’acido muriatico.

Se questo video vi è piaciuto, lasciate un suggerimento, ci aiuterà a darvi le soluzioni che state cercando. Grazie!

Macchie di ruggine

La macchie di ruggine sui pavimenti di marmo possono avere cause esterne (contatto con materiali ferruginosi) o cause interne (il marmo contiene pirite). Quando si presenta questo problema, prima di intervenire, occorre innanzitutto stabilire qual’è la natura del materiale che vogliamo trattare: se è un silicato (graniti, quarziti) oppure un carbonato (marmi, limestone, travertini) e, quindi, in che misura è possibile trattarlo con sostanze acide. Una volta stabilito ciò, si agirà in modo diverso a seconda del tipo di pietra e della sua finitura superficiale.
Caso graniti (o silicati)
Trattamento di macchie superficiali o interne al materiale.
Sui graniti lucidi, levigati o fiammati l’operazione è relativamente semplice: si applica una soluzione di acido ossalico e di acido fosforico e quindi si lava accuratamente.
Caso marmi (o carbonati)
Trattamento di macchie superficiali.
Sui marmi l’operazione è più complicata perchè l’uso di sostanze acide deve essere molto accorto. Se la superficie non è lucidata, è possibile applicare (per un tempo breve e con attenzione) una soluzione diluita di acido ossalico.
Su superfici lucide,  invece, si applica ripetutamente una soluzione di ossalato di ammonio oppure di citrato di sodio e glicerina.
Ovviamente sono possibili anche altri metodi, ma richiedono l’intervento di specialisti perché si renderà necessaria la rilucidatura in opera.

La macchie di ruggine sui pavimenti di marmo possono avere cause esterne (contatto con materiali ferruginosi) o cause interne (il marmo contiene pirite). Quando si presenta questo problema, prima di intervenire, occorre innanzitutto stabilire qual’è la natura del materiale che vogliamo trattare: se è un silicato (graniti, quarziti) oppure un carbonato (marmi, limestone, travertini) e, quindi, in che misura è possibile trattarlo con sostanze acide. Una volta stabilito ciò, si agirà in modo diverso a seconda del tipo di pietra e della sua finitura superficiale.
Caso graniti (o silicati)
Trattamento di macchie superficiali o interne al materiale.
Sui graniti lucidi, levigati o fiammati l’operazione è relativamente semplice: si applica una soluzione di acido ossalico e di acido fosforico e quindi si lava accuratamente.
Caso marmi (o carbonati)
Trattamento di macchie superficiali.
Sui marmi l’operazione è più complicata perchè l’uso di sostanze acide deve essere molto accorto. Se la superficie non è lucidata, è possibile applicare (per un tempo breve e con attenzione) una soluzione diluita di acido ossalico.
Su superfici lucide,  invece, si applica ripetutamente una soluzione di ossalato di ammonio oppure di citrato di sodio e glicerina.
Ovviamente sono possibili anche altri metodi, ma richiedono l’intervento di specialisti perché si renderà necessaria la rilucidatura in opera.

Togliere le macchie dal marmo con la sepiolite

fibre di sepiolite al microscopio
La Sepiolite è un granulare minerale con elevate caratteristiche di assorbenza nei confronti di tutti i liquidi. Viene utilizzato nella sua forma naturale al 100%, senza dover essere miscelato. Dal punto di vista chimico si tratta di silicato idrato di magnesio.
sepiolite granulare
Trattamento delle macchie di unto, grasso e olio (anche di derivazione minerale)
Si eliminano mediante applicazione di una pasta costituita da polvere sorbente di sepiolite (da prefere a talco o gesso, perché agisce assai meglio, data la sua elevata area superficiale) e un idoneo solvente quale: trielina, eptano, toluene, idrocarburi e loro miscele. Si deposita, su una superficie doppia rispetto alla macchia, uno strato di sorbente formando uno spessore di almeno 1 centimetro. Si bagnare il sorbente con il solvente in modo che assuma la consistenza di una pasta e si lascia evaporare lentamente. Quando diviene secca si elimina la pasta, ripetendo l’applicazione se rimangono ancora tracce della macchia. A volte, quando la macchia è penetrata in profondità oppure quando la temperatura ambiente è troppo elevata (es. in estate) è necessario rallentare l’evaporazione del solvente usando solventi non facilmente evaporabili (es. idrocarburi altobollenti, toluene, ecc.) o coprendo la pasta formata con un bicchiere, una tazza. Attenzione perchè il solvente è spesso infiammabile e i suoi vapori nocivi: operare lontano da fiamme e ventilare opportunamente se l’applicazione è fatta in locali chiusi.
Da notare che se la macchia è costituita da solo olio alimentare, buoni risultati sono ottenibili anche utilizzando una soluzione di ammoniaca al posto del solvente idrocarburico.

 

Macchie di vino, caffè, the, frutta, impronte di foglie, segatura, trucioli
Queste macchie si eliminano mediante applicazione di un ossidante: candeggina (meglio se al 12-15%, quella domestica è al 6% circa) o acqua ossigenata (meglio se al 35% circa) sulla macchia stessa, utilizzando sorbenti come la sepiolite, il talco, il gesso. Le condizioni migliori sono le seguenti: stendere uno strato di sepiolite sulla macchia, in modo che ricopra una superficie doppia rispetto alla macchia stessa, e bagnare con acqua ossigenata in modo da formare una pasta. Far agire per alcune ore o sino a secchezza. Ripetere l’operazione, utilizzando del sorbente nuovo, sino a quando la macchia è scomparsa. Se la macchia si trova su una superficie verticale, preparare la pasta sepiolite-acqua ossigenata ed applicarla usando un pezzo di film di polietilene tenuto aderente alla superficie stessa con del nastro adesivo. Attenzione: l’acqua ossigenata può causare ustioni sulla pelle; utilizzare guanti di gomma e occhiali protettivi. In caso di contatto accidentale, lavare immediatamente con abbondante acqua.

 

Macchie di vernice
Cercare prima di togliere con cautela la parte di vernice affiorante con strumento a lama ben affilato, quindi applicare ripetutamente una pasta costituita da un buon sorbente (es. sepiolite) e da un agente sverniciante (es. cloruro di metilene). Attenzione, usare tutte le debite precauzioni: non respirare i vapori, non fumare, ecc.

 

Bruciature di sigaretta
La loro eliminazione può essere problematica se il ripiano è di marmo. In ogni caso provare ad applicare ripetutamente una pasta costituita da sepiolite e da toluene, agendo come descritto nei casi precedenti. Attenzione: non respirare i vapori del solvente e operare lontano da fiamme. Nei casi più difficili e ostinati, provare anche con paste di sepiolite e acqua ossigenata (usando le precauzioni del caso).

 

Sali di rame
Sono macchie tipiche di contatti della pietra con rame e sue leghe (es. bronzo). Si eliminano applicando paste costituite da un sorbente (es. sepiolite) e da soluzioni di ammoniaca e di cloruro di ammonio. Le operazioni debbono essere ripetute più volte per ottenere buoni risultati.

fibre di sepiolite al microscopio
La Sepiolite è un granulare minerale con elevate caratteristiche di assorbenza nei confronti di tutti i liquidi. Viene utilizzato nella sua forma naturale al 100%, senza dover essere miscelato. Dal punto di vista chimico si tratta di silicato idrato di magnesio.
sepiolite granulare
Trattamento delle macchie di unto, grasso e olio (anche di derivazione minerale)
Si eliminano mediante applicazione di una pasta costituita da polvere sorbente di sepiolite (da prefere a talco o gesso, perché agisce assai meglio, data la sua elevata area superficiale) e un idoneo solvente quale: trielina, eptano, toluene, idrocarburi e loro miscele. Si deposita, su una superficie doppia rispetto alla macchia, uno strato di sorbente formando uno spessore di almeno 1 centimetro. Si bagnare il sorbente con il solvente in modo che assuma la consistenza di una pasta e si lascia evaporare lentamente. Quando diviene secca si elimina la pasta, ripetendo l’applicazione se rimangono ancora tracce della macchia. A volte, quando la macchia è penetrata in profondità oppure quando la temperatura ambiente è troppo elevata (es. in estate) è necessario rallentare l’evaporazione del solvente usando solventi non facilmente evaporabili (es. idrocarburi altobollenti, toluene, ecc.) o coprendo la pasta formata con un bicchiere, una tazza. Attenzione perchè il solvente è spesso infiammabile e i suoi vapori nocivi: operare lontano da fiamme e ventilare opportunamente se l’applicazione è fatta in locali chiusi.
Da notare che se la macchia è costituita da solo olio alimentare, buoni risultati sono ottenibili anche utilizzando una soluzione di ammoniaca al posto del solvente idrocarburico.

 

Macchie di vino, caffè, the, frutta, impronte di foglie, segatura, trucioli
Queste macchie si eliminano mediante applicazione di un ossidante: candeggina (meglio se al 12-15%, quella domestica è al 6% circa) o acqua ossigenata (meglio se al 35% circa) sulla macchia stessa, utilizzando sorbenti come la sepiolite, il talco, il gesso. Le condizioni migliori sono le seguenti: stendere uno strato di sepiolite sulla macchia, in modo che ricopra una superficie doppia rispetto alla macchia stessa, e bagnare con acqua ossigenata in modo da formare una pasta. Far agire per alcune ore o sino a secchezza. Ripetere l’operazione, utilizzando del sorbente nuovo, sino a quando la macchia è scomparsa. Se la macchia si trova su una superficie verticale, preparare la pasta sepiolite-acqua ossigenata ed applicarla usando un pezzo di film di polietilene tenuto aderente alla superficie stessa con del nastro adesivo. Attenzione: l’acqua ossigenata può causare ustioni sulla pelle; utilizzare guanti di gomma e occhiali protettivi. In caso di contatto accidentale, lavare immediatamente con abbondante acqua.

 

Macchie di vernice
Cercare prima di togliere con cautela la parte di vernice affiorante con strumento a lama ben affilato, quindi applicare ripetutamente una pasta costituita da un buon sorbente (es. sepiolite) e da un agente sverniciante (es. cloruro di metilene). Attenzione, usare tutte le debite precauzioni: non respirare i vapori, non fumare, ecc.

 

Bruciature di sigaretta
La loro eliminazione può essere problematica se il ripiano è di marmo. In ogni caso provare ad applicare ripetutamente una pasta costituita da sepiolite e da toluene, agendo come descritto nei casi precedenti. Attenzione: non respirare i vapori del solvente e operare lontano da fiamme. Nei casi più difficili e ostinati, provare anche con paste di sepiolite e acqua ossigenata (usando le precauzioni del caso).

 

Sali di rame
Sono macchie tipiche di contatti della pietra con rame e sue leghe (es. bronzo). Si eliminano applicando paste costituite da un sorbente (es. sepiolite) e da soluzioni di ammoniaca e di cloruro di ammonio. Le operazioni debbono essere ripetute più volte per ottenere buoni risultati.