Come lucidare il marmo macchiato

lucidare il marmo fai da te
pulizia marmo macchiato

Come pulire e come lucidare il marmo macchiato

Quando il tuo marmo non è più splendente come in origine. Quando il tuo marmo si è opacizzato nel tempo. Oppure è rovinato da macchie opache o da “orribili” chiazze di sporco, allora è arrivato il tempo di intervenire per pulire e lucidare il marmo macchiato che ha perso lo smalto originale.

La pulizia del marmo macchiato è un’operazione da svolgere adottando le opportune cautele. A volte può essere un lavoro assai complesso perché oltre al problema di rimozione dello sporco si porrà il problema di come lucidare il marmo come in origine.

Innanzitutto, si deve premettere che il problema di come pulire e lucidare il marmo macchiato può essere suddiviso in una o più fasi. Per un pavimento di marmo opaco , ad esempio, abbiamo solo la necessità della pulitura del marmo e di ravvivare il marmo che in questo caso è privo di altri problemi. Se invece oltre all’opacizzazione abbiamo il problema delle macchie sul marmo l’operazione di ripristino non sempre è di semplice esecuzione. Oltre al problema di come lucidare un marmo opacizzato avremo anche la necessità di sapere come smacchiare il marmo.

lucidare il marmo macchiato

La prevenzione è la migliore strategia

Nonostante l’aspetto compatto il marmo è un materiale poroso e può assorbire sostanze oleose, grasse o sostanze coloranti che lo macchiano. Anche il contatto con la semplice acqua di rubinetto può rendere opaco il marmo, specialmente se l’acqua è dura, cioè contiene molto calcio.

Fortunatamente il pericolo di macchiare il marmo può essere preventivamente evitato con specifico trattamento impermeabilizzante, impedendo così alle sostanze liquide di penetrare attraverso la sue porosità.

Considerato però l’elevato costo dei prodotti sigillanti di qualità di solito si trattano le superfici a più alto rischio di macchiatura. Come i ripiani per cucina, del bagno e i tavoli. Da notare che questo tipo di trattamento non protegge assolutamente la superficie del marmo dalle corrosioni acide.

pulire e lucidare il marmo

Come sopra citato non tutte le superfici vengono trattate con lo specifico prodotto impermeabilizzante . Per questo motivo il marmo nelle nostre case è esposto costantemente al pericolo di essere macchiato.

Marmo corroso da acido

pulire e lucidare il marmo

Inoltre è da tenere presente che nel caso di contatto con una sostanza colorata acida, il danno è doppio. Oltre ad avere il marmo rovinato da una colorazione non gradita, abbiamo anche la perdita della lucente che si palesa con l’aspetto di macchia biancastra opaca.

Dovremo quindi in ogni caso predisporci un intervento per smacchiare e lucidare il marmo . Oppure ambedue le operazioni.

Sostanze che macchiano

Ecco un breve elenco di sostanze di uso comune che possono macchiare e danneggiare il marmo:

  • sostanze che macchiano il marmo: caffè, the, succhi di frutta, bevande colorate, acqua dura evaporata, spezie colorate
  • liquidi che colorano e corrodono il marmo: vino rosso, aceto, pomodoro, succhi di frutta, coca cola, bevande colorate acidule
  • gli acidi corrodono il marmo: limone, detergenti anticalcare, viakal, detergenti sgrassanti, acido muriatico, allume di rocca

Esistono più metodi per la pulizia del marmo macchiato. È bene iniziare sempre dal metodo più semplice e naturale prima di ricorrere a strumenti e prodotti più invasivi per ottenere il marmo pulito.

Per prima cosa ci si deve procurare un panno adatto. Deve essere morbido e non rilasciare pelucchi. I panni in microfibra sono l’ideale per la pulitura del marmo. Le spugnette in fibra bianca non abrasiva possono invece tornare molto utili per lucidare il marmo.

Dotarsi di panni adatti è importante per evitare spiacevoli abrasioni in caso di forte sfregamento su superfici lucide di qualche marmo od onice molto delicato.

Macchie sul marmo fresche

Il più delle volte il marmo sporco si può pulire con il semplice uso di un panno in microfibra bagnato con acqua calda. Se l’intervento è tempestivo, la sostanza non è ancora penetrata sotto la superficie e con un semplice sfregamento di un panno umido a volte è possibile pulire il marmo completamente, evitando così il comparire della macchia. A volte però può rimanere qualche leggera traccia ed allora bisogna integrare il trattamento a seconda del tipo di sostanza macchiante. Se si tratta di sostanza oleosa si deve usare un po’ di sapone di marsiglia miscelato nell’acqua, sfregare con il panno bagnato e risciacquare. Se invece la sostanza è molto colorante, dopo un primo sfregamento con panno bagnato, asciugare e provare a cospargere l’alone colorato rimasto con acqua minerale frizzante lasciando agire per circa un’ora.

Macchie opache molto leggere

Infine, in caso di aloni dovuti a sostanza acidula usare un po’ di bicarbonato disciolto nell’acqua e strofinare. Il bicarbonato di sodio aiuta a lucidare il marmo quando la brillantezza della superficie è stato velata da una leggerissima corrosione.

Macchie persistenti

Non sempre è possibile intervenire tempestivamente per evitare la formazione delle macchie sul marmo. In tal caso dovremo prepararci ad un intervento un po’ più tecnico ed a volte complesso.

Distinguiamo innanzitutto le macchie su marmo in quattro categorie:

  • colorate organiche
  • d’olio e grassi
  • ruggine
  • da corrosione acida

Soluzioni per pulire e lucidare il marmo

Marmo macchiato da sostanze organiche colorate non oleose

In questo caso la soluzione più efficace prevede l’uso di acqua ossigenata ad elevata concentrazione. Occorre versare sulla macchia l’acqua ossigenata ed attendere alcune ore. Più la sostanza è penetrata più tempo di applicazione sarà richiesto. Qui una guida per eseguire correttamente questo intervento.

Marmo macchiato da olio, unto o grasso

Quando la macchia d’olio nel marmo è attempata la sua rimozione può richiedere un lungo processo di applicazione. Il sistema più efficace per la rimozione di queste macchie è l’utilizzo di impiastri a base di idrocarburi volatili. Qui una guida per eseguire correttamente questo intervento.

Marmo corroso da acido

Le corrosioni sulla superficie lucida appaiono in questo caso sotto forma di macchie opache sul marmo. La modalità di rimozione dipende principalmente dalla gravità di queste aggressioni superficiali. Gli acidi “hanno mangiato” le particelle di calcio sulla superficie del marmo e, per risolvere il problema, occorre ripristinare la situazione originale. Bisogna predisporre un serio intervento per smacchiare e lucidare il marmo.  per eseguire correttamente questo intervento.

Come lucidare il marmo a mano

Per evitare di ricorrere all’intervento di un’esperto occorre individuare un sistema per pulire e lucidare il marmo senza particolari competenze tecniche o abilità manuali. Qui una guida per lucidare il marmo fai da te.

Conclusioni

Se il risultato di un intervento fai da te per pulire e lucidare il marmo non è stato molto efficace si può ricorrere all’uso di un detergente per il marmo o acquistare un kit che comprende di solito anche una cera per marmo che aiuterà a raggiungere un risultato migliore.

Possiamo concludere che il problema di smacchiare o lucidare il marmo può essere risolto con tecniche elementari e materiali di uso domestico comune quando le macchie sono lievi. I casi un po’ più più gravi sono invece facilmente risolvibili con kit fai da te per ripristinare la lucidatura o kit per eliminare le macchie. Per ravvivare il marmo un po’ spento, invece, è sufficiente usare la polvere lucidante.

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Come lucidare il marmo a mano

lucidare il marmo fai da te

Lucidare il marmo a mano

?Come lucidare un marmo opacizzato
Come lucidare il marmo fai da te

lucidare il marmo fai da te

Pavimento marmo opaco o con macchie opache. Il ripristino “fai da te” della lucidatura del marmo richiede strumenti e sostanze accessorie specificamente pensate per ottenere una perfetta lavorazione fatta a mano. Così è possibile replicare, in tutto e per tutto, ciò che in stabilimento è stato ottenuto molto rapidamente e con grande impiego di potenza dalle macchine. Con semplici strumenti manuali si può facilmente lucidare il marmo macchiato, il marmo rovinato da acido,  i travertini e le pietre calcaree con risultati eccellenti.

lucidare il marmo fai da te
In buona sostanza, per ottenere una buona lucidatura del marmo, sono richieste soltanto due cose: una serie di tamponi abrasivi di varia grana e una sostanza lucidante (in genere sotto forma di polvere) che funzionino senza richiedere pressioni di lavoro elevate, rendendo così possibile una lavorazione esclusivamente manuale. Questi semplici strumenti vanno utilizzati lavorando con metodo e diligenza per ottenere il migliore dei risultati.

lucidare il marmo a mano

 

BMC oltre ai classici kit di pronto intervento KIT RINNOVA MARMO e VIRGINIA FAST offre anche questi altri kit per la lucidatura a mano del marmo:

kit Big Gloss

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Virginia TU Universale

Il kit Big Gloss è molto simile al kit Rinnova Marmo base. Rispetto ad esso contiene in funzione di supporto delle placchette un manicotto elastico invece che un tamponcino. È perciò più indicato quando si devono realizzare lucidature in parti non planari o di difficile accessibilità.

pulire e lucidare il marmo

Virginia TU è lo strumento universale per lucidare il marmo e  tutte le pietre: marmi, graniti, quarziti, agglomerati, pietre artificiali. La sua caratteristica principale è la dotazione di abrasivi a partire da una grana media (#500) fino ad una grana finissima (#6000). Questa strumentazione permette di pulire e lucidare il marmo ma anche tutti gli altri tipi di pietra lucidabile.

ravvivare il marmo

Video tutorial lucidatura marmo fai da te


Pulizia del marmo macchiato da olio, grasso, ruggine e altre cause

pulire e lucidare il marmo

Macchie su marmo

macchie su marmo

Per avere un’idea precisa su come togliere le macchie su marmo sporco occorre prima cercare di comprendere con che tipo di macchie su marmo abbiamo a che fare. Intendiamo qui come macchie su marmo, quelle causate dalla colorazione di una sostanza di qualunque natura. Non parliamo quindi di macchie  opache dovute a corrosione.

Le pietre naturali hanno un grado di porosità variabile da tipo a tipo di roccia e possono quindi assorbire in profondità tutte le sostanze liquide. Per questo motivo le pietre più porose, ma anche quello poco porose ma esposte con frequenza al contatto con liquidi macchianti, si devono necessariamente sottoporre ad un trattamento oleo-idrorepellente. Questo trattamento chiude i pori della roccia e impedisce l’assorbimento dei liquidi che causano le macchie su marmo.
Tuttavia, una volta effettuato il trattamento impermeabilizzante, non c’è la garanzia della totale impermeabilità ai liquidi della pietra. Ciò avviene sia a causa di errori verificatesi nell’applicazione del trattamento, sia per uso di prodotti idrorepellenti scadenti o non molto performanti per varie cause. In ogni caso, il trattamento idrorepellente ha un discreto costo e di norma non viene eseguito su tutte le superfici (come ad esempio pavimenti e scale). Quindi permane sempre, in linea generale, il pericolo di assorbimento di liquidi macchianti.

Suddivisione in categorie

Le macchie di profondità possono essere causate sia da sostanze penetrate dall’alto, sia da risalita dal basso di liquidi provenienti dal piano di posa. In alcune pietre la risalita dal basso di sostanze liquide può scatenare reazioni incontrollate che si palesano con un cambiamento di colorazione localizzato. Un esempio su tutti sono le macchie di ruggine interne. Esse si palesano quando la pietra contiene il minerale pirite che si ossida alla presenza di acqua di risalita. Le macchie di profondità sono quindi dovute a sostanze che si sono insinuate negli interstizi presenti tra i cristalli che costituiscono la pietra. Per procedere alla rimozione è indispensabile riconoscere il tipo di sostanza. Anche in questo caso dobbiamo procedere alla classificazione in modo da poter scegliere la tecnica corretta di rimozione. Dal punto di vista della tecnica di rimozione, possiamo suddividere le macchie su marmo in:

Una volta individuata la natura della macchia diventa più semplice porre in atto il processo di rimozione e togliere le macchie su marmo in modo definitivo.

Pulire e lucidare il marmo rovinato da segni di corrosione

Marmo macchiato da acido : lucidare il marmo fai da te
pulire e lucidare il marmo

Lucidare il marmo macchiato

Prima di iniziare valuta la gravità del danno

pulire e lucidare il marmo

Prima di decidere come pulire e lucidare il marmo rovinato dai tipici segni circolari di corrosione è indispensabile valutare l’entità del danno. Questo tipo di corrosione può presentarsi in diversi gradi di intensità. L’entità della corrosione determinerà il metodo del nostro intervento. Diversamente da quanto illustrato nella nostra guida alla rimozione delle corrosioni, per questo tipo di problema, procediamo in modo un po’ diverso. Cerchiamo innanzitutto di classificare le macchie su marmo opache seguendo una scala di intensità. Come suggerimento generale è bene per prima cosa tentare di rimuoverle semplicemente con l’utilizzo dei granuli lucidanti. Nel caso permanesse l’impronta dell’incisione, che si nota in controluce, ci porremo il problema di ricorrere agli abrasivi.

Elenchiamo qui di seguito i vari gradi di corrosione del marmo a salire in ordine di intensità con relativo metodo manuale di rimozione.

Come togliere macchie di acido dal marmo ( lucidare il marmo rovinato )

Macchie d’acqua o leggere ombreggiature che non spariscono con l’uso dei normali detergenti per marmo (grado 0+)

Metodo: strofinare con panno microfibra o pad in fibra bianca sopra le macchie opache del bicarbonato di sodio in polvere, bagnando con un po’ d’acqua minerale.

Segni di corrosione molto leggera (grado 1)

Metodo: strofinare energicamente sopra la corrosione con scottex o panno microfibra granuli lucidanti bagnati con acqua minerale per circa 30 secondi (video)

Segni di corrosione (grado 2)

macchie su marmo

Metodo: passare con spugna abrasiva di grana 1500/2000 (Pad Virginia #4) fino alla cancellazione dell’orma dell’incisione, quindi passare i granuli lucidanti come indicato sopra.

Segni di corrosione di media profondità (grado 3)

pulire e lucidare il marmo

Se con il pad #4 è troppo faticoso cancellare l’orma della corrosione si deve usare il pad #3 di grana 800/1000. Quindi procedere come sopra.

Segni di corrosione ruvidi (grado 4)

pulire e lucidare il marmo

In questo caso è consigliato iniziare la levigatura con il pad #2 (grana 400/500), quindi passare i pad #3 e #4 per finire con i granuli lucidanti. Fare molta attenzione: dovete cancellare completamente i graffi della grana più grossa precedente, altrimenti la lucidatura è compromessa.

Segni di corrosione più profondi

Nel caso in cui anche con il pad #2 si facesse fatica a cancellare il segno di corrosione, si dovrebbe valutare di ricorrere a strumenti professionali per eseguire il lavoro.

Corrosioni su marmi verdi

pulire e lucidare il marmo

I marmi verdi sono soggetti a corrosione di acidi ma non rispondono bene alla lucidatura chimica dei granuli lucidanti. In questo caso la lucidatura deve essere ottenuta meccanicamente con gli abrasivi di grana più fine (pad #5 e pad #6).

 

Superfici di marmo molto rovinate

pulire e lucidare il marmo

Quando le corrosioni invadono tutta la superficie di un ripiano, pulire e lucidare il marmo con metodo manuale può essere troppo oneroso. Conviene valutare in questo caso l’uso di strumentazione elettrica professionale (levigatrice angolare a giri variabili).

Rimuovere i segni di corrosione acida con la polvere lucidante

pulire e lucidare il marmo

pulire e lucidare il marmo

Gli anelli di corrosione acida si formano su tavoli o top cucina. La causa è un bicchiere bagnato da sostanza acidula lasciato a contatto con il marmo per un po’ di tempo.

Questi anelli si possono eliminare con un semplice procedimento di levigatura, che sarà più o meno complesso in relazione alla gravità della corrosione. Tale procedimento può comprendere il passaggio con uno o più abrasivi di grane diverse e un passaggio finale con la polvere lucidante che porta la superficie alla lucidatura a specchio.

Abbiamo fatto delle prove per stabilire l’intensità massima di corrosione removibile con il semplice passaggio della polvere lucidante. Tale passaggio richiede solo 30 secondi in tutto per risolvere il problema. Per fare le prove di corrosione usiamo una soluzione acidula ottenuta miscelando acqua minerale al 0,3% di acido cloridrico. Se il contatto della soluzione con il marmo è inferiore a 1 minuto si può eliminate l’incisione con il solo utilizzo della polvere lucidante. Se il contatto della soluzione acida è più lungo, oltre alla polvere, si dovrà usare anche un abrasivo di grana 1500/2000. In questo caso il lavoro dura un paio di minuti in più.

Nel caso di incisione ancora più intensa il lavoro di recupero comincia a diventare un po’ più complicato. Infatti si deve usare un abrasivo di grana 800/1000, seguito poi dalla grana 1500/2000. Si deve fare estrema attenzione a cancellare tutti i segni della fase precedente. Si deve poi procedere con lo sfregamento della polvere lucidante. Il tempo di lavoro per il ripristino della superficie arriva in questo caso anche a cinque minuti.

È superfluo dire che in caso di corrosione ancora più profonda si deve scendere ancora di grana. Generalmente basta aggiungere un’altra fase con grana 400/500. Il lavora diventerà più lungo e faticoso e la probabilità di esecuzione perfetta diminuisce notevolmente.

Nella grande maggioranza dei casi gli anelli di corrosione si possono eliminare scendendo a grana 800/1000.

Dove reperire gli strumenti?

Per eliminare un unico anello di corrosione,magari nel bel mezzo del nostro tavolo di marmo, BMC offre un kit minimale. Esso comprende una piccola bustina di povere lucidante per marmo e una pastiglia abrasiva di grana 1500/2000. Con questo kit si eliminano con rapidità e perfezione gli anelli di corrosione leggera. In caso si dovesse scendere di grana basta acquistare separatamente le pastiglie abrasive di grana inferiore.

Per disporre di tutte le grane che ci consentono anche la lucidatura dei granito BMC offre Virginia TU, uno strumento universale per la lucidatura manuale di tutte le pietre.

10 metodi mirati per pulire il marmo da macchie, sporco tenace e altri problemi

 

Pulitura marmo

pulizia marmo macchiato

Pulizia marmo macchiato

La pulizia del marmo macchiato è un’operazione assai semplice quando si tratta di pulizia ordinaria. Se invece si devono affrontare particolari problemi di sporco, allora si devono adottare tecniche diverse a seconda del problema rilevato.
Oggi vediamo 10 modi diversi  di affrontare la pulizia del marmo macchiato da sporco tenace o altre problematiche che ne rovinano l’estetica.
Da premettere che quasi tutti i metodi di pulizia profonda prevedono l’impiego di impacchi con impiastri.

Un impiastro viene realizzato in genere mescolando un solvente o una sostanza chimica detergente con un eccipiente inerte per ottenere un impasto morbido. La pasta viene poi applicata sulla macchia tramite una paletta o una spatola.
La parte liquida della pasta migra nella pietra dove scioglie la sostanza macchiante. In seguito il liquido evapora gradualmente verso la superficie della pietra e rientra nell’impacco, dove  deposita una certa quantità di sostanza macchiante.  Quando l’impacco è asciutto viene poi raschiato e spazzolato via.

macchie su marmo

Come pulire e lucidare il marmo fai da te con i prodotti BMC

Come pulire e lucidare il marmopuliura marmo

Come pulire e lucidare il marmo fai da te

in modo serio e professionale

Il problema di come pulire il marmo, posto in termini generici, non ha molto significato. Si deve innanzitutto distinguere fra pulizia ordinaria e straordinaria. Nel caso di pulizia di carattere ordinario, è sufficiente adottare l’accortezza di scegliere il prodotto detergente più adatto, in modo da evitare spiacevoli sorprese.

Prodotti pro per pulitura marmo . Di seguito alcune indicazioni per l’acquisto di detergenti specifici per marmo e pietre naturali delicate.

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I detergenti per rimozione incrostazioni cementizie dal marmo
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Per pulire il marmo macchiato

Nel caso invece fosse necessario affrontare il problema di rimuovere macchie organichemacchie opache causate da acidi o altri problemi di sporco, l’operazione di pulizia deve essere preceduta operazioni specifiche per l’eliminazione di macchie o incrostazioni.

Lo sporco sul marmo può accumularsi per molte cause diverse. Occorre perciò affrontare in modo sistematico il problema della sua rimozione. Per informazioni di ordine tecnico sulle problematiche di pulizia, manutenzione e restauro dei marmi consigliamo di leggere la scheda US GSA , specialmente se si devono ripristinare marmi antichi.  GSA è una delle fonti più autorevoli d’America in fatto di procedure di restauro degli edifici storici. Abbiamo tradotto in italiano le schede riguardanti i marmi e le pietre nel nostro sito tecnico dedicato.

pulitura marmo
Prodotti BMC per la pulizia dei marmi

BMC offre soluzioni per rendere facili i piccoli interventi di ripristino delle pietre naturale ed artificiali. Tutte le soluzioni BMC sono ispirate agli interventi manuali di piccola entità.

I prodotti BMC per eliminare le macchie da corrosione sono i kit per marmo.

Per preparare impacchi per smacchiare i marmi è disponibile la polvere base talco, adatta anche per la miscelazione con acqua ossigenata ad alta concentrazione.

pulire e lucidare il marmo

lucida MARMO fai da te

come togliere macchie di acido dal marmo

Virginia TU è l’ultimo prodotto messo a punto da BMC per il ripristino delle superfici di ogni tipo di pietra, naturale e artificiale. Questo strumento è l’evoluzione della specie dei kit della famiglia “Rinnova”, i quali sono diversificati per marmi e graniti. Virginia TU è una soluzione “all in one”, di più facile utilizzo e di durata praticamente illimitata.

video Virginia TU


Come riconoscere un calcare o una pietra carbonatica

pulire e lucidare il marmo

Imparare a riconoscere un calcare o una pietra carbonatica –

Nel momento in cui ci si trova di fronte al problema reale di riparare una pietra, saremo assaliti da alcuni dilemmi. Il primo dilemma riguarda la difficoltà di inserire la nostra pietra nella categoria marmi/graniti corretta. Un metodo molto semplice, per capire se la nostra pietra è da inserire tra i “marmi” o tra i “graniti”, è quello di valutare se essa sia un calcare o una pietra carbonatica. Per fare ciò non è necessario avere le competenze di un geologo. Molto spesso basta solo osservare le caratteristiche dello stato di degrado di quella pietra. Per convincersi che la pietra è, senza dubbio alcuno, di tipo carbonatico. È il caso, ad esempio, di una pietra segnata da corrosioni di acidi. La corrosione è in sè già una prova implicita dell’abbondante presenza di carbonato di calcio nella composizione mineralogica di quella pietra. Non sempre però questo esame “a vista” è sufficiente per definire con la dovuta precisione una roccia “carbonatica”.

Dolomie

Una dolomia, ad esempio, pur essendo una roccia “carbonatica” (cioè una pietra costituita prevalentemente da carbonato per via dell’alto contenuto di magnesio) è molto meno sensibile agli acidi rispetto a una roccia puramente calcarea. Tuttavia, il metodo di ripristino della lucidatura che adotteremo sia per i calcari che per le dolomie sarà il medesimo.

Le dolomiti, a differenza dei calcari, sono molto resistenti agli acidi. Perciò la prova della corrosione a volte non è da sola sufficiente per categorizzare correttamente una pietra dolomitica. C’è la possibilità, quindi, di incorrere nel caso di due marmi apparentemente molto simili (ad esempio bianco Statuario di Carrara e bianco Sivec) che si comportano in maniera molto diversa a contatto con le sostanze acide.

Come lucidare il marmo rovinato da acido a mano – GUIDA

macchie opache sul marmo – marmo macchiato da acidopulire e lucidare il marmo

Come lucidare il marmo macchiato fai da te

1. Premessa 

I marmi, i travertini e le pietre calcaree, essendo pietre carbonatiche, vengono facilmente corrosi dalle sostanze acide come i detergenti anticalcare, l’acido muriatico, ma anche semplicemente aceto, limone, vino e qualunque altra sostanza acidula. Anche un breve contatto con queste sostanze rovina la lucidatura del marmo.

macchie opache sul marmo

Il danno si presenta di solito come una macchia opaca, ruvida, biancastra e si dovrà procedere  a lucidare il marmo localmente.

Per rimediare e ritornare allo stato originale non c’è altro modo che procedere alla rilucidatura della parte di superficie corrosa utilizzando abrasivi e polveri lucidanti. In pratica occorre lucidare il marmo nella parte opacizzata.

2. Come lucidare il marmo macchiato a mano (cosa serve)

a. abrasivi per marmo di varie grane
b. polvere lucidante per marmo
c. acqua minerale
d. panno o scottex

Per eseguire piccoli lavori di ripristino manuale della lucidatura – ad esempio qualche macchia – è sufficiente procurarsi un kit per il ripristino fai da te, che contiene tutto il necessario.

lucidare il marmo macchiato

Per ripristini manuali un po’ più impegnativi, o ripetuti nel tempo, è meglio acquistare un kit di lunga durata e della polvere lucidante aggiuntiva in proporzione alle superfici da trattare.

3. Come procedere 

In linea generale, per lucidare il marmo fai da te, si consiglia di attenersi alle istruzioni incluse nel kit.

Consigli e avvertenze particolari. Si deve prestare molta attenzione alla fase di levigatura cercando di utilizzare il minor numero possibile di grane. Ciò si valuta in relazione alla rugosità della superficie corrosa. Non sempre è necessario iniziare il lavoro di levigatura con la grana più grossa per cancellare i segni di corrosione.  A volte è sufficiente iniziare da grana 800/1000 o al limite da grana 1500/2000. In questo modo il lavoro si semplifica.

Per stabilire quale sia la grana abrasiva giusta occorre procedere a ritroso provando a cancellare la corrosione partendo dalla grana più fine (1500/2000). Se questa grana non è sufficientemente aggressiva si deve scalare di grana finché si riesce a cancellare completamente il perimetro della corrosione.

Quindi iniziare il lavoro di abrasione con la grana individuata. Dopo ogni fase si deve risciacquare molto accuratamente in modo da togliere di mezzo eventuali granuli di diamante staccatisi dall’abrasivo appena usato. Usare ogni volta uno scottex pulito e non il solito panno che, anche se inizialmente pulito, potrebbe sporcarsi di granuli delle varie grane usate. Usando queste precauzioni si potrà ottenere un risultato ottimale di lucidatura.

come togliere macchie di acido dal marmo

4. Fase finale 

La polvere lucidante permette di ottenere la lucidatura a specchio solo se il processo di levigatura meccanico è stato eseguito correttamente. Se dopo l’uso della polvere il risultato non risultasse soddisfacente si può ripetere ancora una volta l’applicazione. Nel caso la superficie non dovesse raggiungere ancora l’aspetto speculare le ipotesi di insuccesso possono essere le seguenti:

la fase di levigatura non è stata eseguita con la dovuta accuratezza

oppure

la pietra non è sufficientemente carbonatica

Se si ha la certezza che la pietra sia di composizione prevalentemente carbonatica, è sufficiente ripetere daccapo il lavoro di levigatura, prestando maggior attenzione alla correttezza della procedura. Nel caso si intravvedessero ancora i contorni della vecchia corrosione, iniziare con una grana inferiore a quella prescelta in precedenza.

Se permane una colorazione dopo la lucidatura è necessario intervenire con l’acqua ossigenata.

Come lucidare il marmo a mano (video)

Come eliminare macchie su marmo di sostanze organiche colorate – GUIDA

pulire e lucidare il marmo

Macchie su marmo

Per smacchiare marmo, travertino e tutte le pietre da sostanze colorate assorbite non esiste metodo migliore degli impacchi a base di acqua ossigenata.

1. Premessa –

Per sostanze colorate organiche si intendono sostanzialmente tutte le sostanze naturali non oleose e anche tutte le sostanze derivanti da processi di trasformazione delle stesse.

macchie su marmo

Quindi parliamo di:

  • tinture, coloranti e inchiostri di origine vegetale o animale
  • alimenti solidi di qualunque tipo, eccetto i grassi
  • bevande e liquidi alimentari, ad eccezione degli olii
  • secrezioni e sostanze animali, come urina, sangue, deiezioni
  • foglie, legno, derivati da combustione del legno, come fuliggine ecc

Sono da escludere macchie di sostanze di origine metallica, come ruggine, ossidi di rame, come pure vanno esclusi inchiostri e coloranti metallici.

Rinnova il tuo Marmo

pulire e lucidare il marmo
Come lucidare un marmo

Guida + kit big gloss allegato

Il marmo è un materiale di eccezionale pregio ed è ambito sia come materiale d’arredo, per le sue impareggiabili qualità estetiche, sia come elemento architettonico per le sue intrinseche caratteristiche di resistenza all’usura ed ai rigori in esterno. Esso, molto più di altri materiali, nobilita ed eleva la qualità ed il prestigio dell’ambiente in cui viene utilizzato. Nel normale utilizzo, il marmo è esposto a svariati eventi che ne determinano usura e rovina, e non c’è contesto più sciatto che un ambiente prestigioso segnato dal degrado, a causa di una scarsa manutenzione.

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Ruggine su marmo e macchie di ossidi metallici

pulire e lucidare il marmo

La ruggine su marmo in superficie può essere eliminata sia con il metodo di levigatura e lucidatura, più volte illustrato nel blog, ma può essere eliminata molto più facilmente e velocemente per via chimica.

ruggine su marmo

 

Ruggine in superficie

In genere i prodotti togliruggine sono acidi e quindi applicabili senza nessun problema sui graniti. Per interventi su superfici lucide di marmi, travertini e pietre calcaree, si devono usare, invece, prodotti neutri o alcalini in modo da preservarne intatta la lucidatura. Il tioglicolato di ammonio è un potente sciogli ruggine adatto a tale scopo, essendo una base debole.

 

Ruggine in profondità

Per la rimozione delle macchie di ruggine localizzate nella massa interna della pietra, la questione è più complessa. Si può provare a dissolvere le macchie con impacchi a base di specifici estrattori per ruggine di profondità. Non sempre però la ruggine interna è removibile. È il caso, ad esempio, di quelle macchie di ruggine provocate dall’ossidazione di minerali ferrosi contenuti naturalmente nella pietra.

 

Macchie d’olio, unto e grasso sul marmo

macchie su marmo

Il problema delle macchie d’olio assorbito nelle pietre

Le macchie d’olio dovute a sostanze oleose o grasse, assorbite in profondità nel marmo, sono removibili con i cosiddetti estrattori chimici. Si tratta impacchi a base di idrocarburi molto volatili che penetrano nella pietra e si legano alle molecole di grasso. Subito dopo gli idrocarburi evaporano trasportando in superficie queste molecole di grasso che vengono depositate in una sostanza sorbente  come talco, sepiolite ecc.

Da tenere presente che più vecchia è la macchia e più in profondità è andato l’unto, più difficile e lungo sarà il processo di estrazione.

macchie d'olio

Vista la difficoltà nella smacchiatura delle sostanze oleose conviene documentarsi al meglio per attingere più informazioni possibile. Il problema più rilevante nel rimuovere macchie d’olio è la scelta di una miscela di idrocarburi adeguata alla rimozione del tipo specifico di sostanza lipidica.

Qui pareri tecnici  e consigli di fonti autorevoli sul questo problema

Scheda per la procedura US GSA per togliere le macchie d’olio  dal granito

Scheda per la procedura US GSA per togliere le macchie d’olio da marmi, travertini e limestone

Nota.

In commercio esistono prodotto già pronti all’uso, ad esempio questo oppure kit per piccoli interventi come questo

Avvertenze

VENTILARE ADEGUATAMENTE L’AMBIENTE QUANDO SI USANO SOSTANZE CHIMICHE VOLATITILI

Macchie su marmo da sostanze natura organica

pulire e lucidare il marmo

Come si affronta il problema delle macchie di natura organica

Le macchie su marmo di natura organica sono tutte quelle dovute a materia organica non oleosa. Parliamo di avanzi di cibo non unto, caffè, vino, succhi di frutta, fiori, foglie, legno, sangue, urine, sterco di uccelli o altri animali. Si intende inoltre fuliggine, inchiostri non metallici, coloranti vegetali, muffe.

Le macchie di questo tipo si rimuovono usando impacchi a base di perossido di idrogeno (acqua ossigenata), meglio se ad elevata concentrazione. In alcuni casi funziona bene anche l’ ipoclorito di sodio, che però ha il difetto di schiarire i marmi scuri.

macchie su marmo

Preparazione dell’impiastro

1a. Ingredienti per applicazioni in orizzontale: perossido di idrogeno 35% (in farmacia), polvere a base di talco e sepiolite impalpabile (qui)

1b. Ingredienti per applicazioni in verticale: perossido di idrogeno 35% (in farmacia), polvere a base di talco e sepiolite impalpabile (qui), scagliola in polvere da stampi (ferramenta).

2. Miscelare l’acqua ossigenata con la polvere fino ad ottenere una pasta morbida come un dentifricio.

2b. Aggiungere scagliola (1:1) per impacchi su superficii verticali.

Avvertenze

L’ACQUA OSSIGENATA AD ELEVATE CONCENTRAZIONI (>20%) USTIONA LA PELLE E GLI OCCHI. NELL’USO PROTEGGERE LE MANI CON GUANTI DI LATTICE E INDOSSARE OCCHIALI.

Come lucidare marmo fai da te con i kit BMC

pulire e lucidare il marmo

Soluzioni rapide con BMC tools & solutions for natural stones

BMC offre prodotti per rispondere alla richiesta di come lucidare marmo fai da te. Esse riguardano il recupero e la rigenerazione di pietre rovinate da vari fattori che ne deturpano il pregio estetico. Un problema molto ricorrente sono i segni di corrosione che sostanze acide anche deboli lasciano sulle superfici dei marmo a causa. Ciò può avvenire anche se il contatto è breve. Queste macchie opache sono solo corrosioni della superficie. Esse non inficiano la funzionalità del marmo a livello di prestazione ma ne compromettono l’estetica.

corrosionemarmo

Non è facile eliminare questi segni di corrosione senza ricorrere alla mano di un professionista del marmo. Nel mondo anglosassone questi segni sono noti come “etch marks”

BMC ha messo a punto dei kit per risolvere il problema in maniera ottimale, anche per le mani meno esperte, esclusivamente con metodo manuale.

Se il lavoro è poco esteso in termini di superficie (ossia trattasi di eliminare qualche macchia) è sicuramente indicato l’uso del kit rinnova marmo. Esso viene prodotto anche nelle varianti PLUS e MAXI. Questi kit sono adatti per marmi, travertini e limestone o pietre calcaree.

Se invece il problema di ripristino della superficie dovesse essere più esteso conviene utilizzare un’altro strumento. Il più adatto è sicuramente Virginia TU che consente di ristabilire la lucentezza di superfici di marmo e granito.

Come lucidare il marmo opaco nero

lucidare il marmo opacolucidare il marmo opaco

Come lucidare un marmo opacizzato

Il piano lavabo del tuo bagno ha perso la sua originale lucentezza senza mostrare altre notevoli problematiche?  Pavimento marmo opaco ?Lucidare marmo non è più un problema con la polvere lucidante BMC. Guarda il video test lucidare il marmo opaco nero , quello più difficile.

Lucidare il marmo fai da te

Il processo di lucidatura del marmo, inteso sotto l’aspetto della sua composizione come pietra calcarea, viene attuato con l’uso di abrasivi per la fase di sgrossatura e l’uso di sostanze chimiche per dare la lucentezza “a specchio”. L’effetto finale è comunque sempre quello di una lucidatura fisica, permanente.

lucidare marmo opaco

Cos’è la lucidatura chimica?

Lucidatura a piombo e polveri lucidanti

La classica lucidatura a piombo dei marmi sfrutta la reazione chimica tra l’Acido ossalico, il carbonato di calcio presente nel marmo e il calore generato dallo sfregamento della lastrina di piombo. Si crea così l’ossalato di calcio, direttamente sulla superficie (lucidatura chimica o per reazione).

Cosa sono e come funzionano le polveri lucidanti

Generalmente sono miscele di ossidi metallici, ossalati di calcio, microabrasivi resine naturali e sintetiche, agenti sigillanti.

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kit ripara marmo

pulire e lucidare il marmo
Un altro kit di BMC  per rendere facile a tutti riparare il marmo. In questo caso il lavoro e’  un po’ più difficile. Si tratta di aggiustare un marmo frantumato e riportarlo allo stato originario. Utilizzando il kit ripara marmo si incollano i due pezzi e si smeriglia la superficie per preparare l’intervento con il kit “rinnova marmo” per riportare la lucidatura a specchio

Kit restauro e lucidatura

pulire e lucidare il marmo
kit-640Bello_DSCN1009

KIT PER IL RIPRISTINO DELLA LUCIDATURA

kit minimale adatto ai non esperti per ripristinare a mano la lucidatura di marmi rovinati da piccoli graffi, macchie di corrosione o incrostazioni. La confezione contiene 4 placchette diamantate da 4×4.5×0.3 cm nelle grane 200# 400# 800# 1500#, 1 tamponcino di supporto, 1 bustina di polvere lucidante per marmo.

La novità non è il kit ma il prezzo: low cost! In vendita a 19.90 € + spedizione 5.90€

Aggiornamento: il kit Marmo Facile è stato rimpiazzato con il Kit Rinnova Marmo con le stesse caratteristiche per lucidare il marmo.

FRONTESPIZIO FOGLIO ISTRUZIONI

MARMO FACILE

KIT PER UN FACILE RIPRISTINO FAI DA TE

DELLA LUCIDATURA DI MARMI E PIETRE

ROVINATE DA GRAFFI SUPERFICIALI,

CORROSIONI O INCROSTAZIONI

NON SONO RICHIESTE COMPETENZE

PROFESSIONALI: SOLO LAVORO MANUALE,

A FREDDO. IN AGGIUNTA A QUANTO

CONTENUTO NEL KIT E’ NECESSARIA

SOLO NORMALE ACQUA DI RUBINETTO.

VIDEO TUTORIAL


SOS MARBLE RESTORE


pulire e lucidare il marmo

hand honey

Il mercato abbonda di prodotti per la pulizia, il trattamento e la manutenzione del marmo e delle pietre naturali. Molti prodotti sono ottimi, ecologici e funzionano a dovere.

Ciò nonostante l’intervento sulle pietre è ritenuto difficile e quindi riservato ad operatori professionali del trattamento, levigatori e marmisti.

Le pietre naturali attualmente lavorate e commercializzate sono di una varietà enorme ed è obiettivamente molto difficile per i non esperti classificarle.

Ognuna di queste pietre ha caratteristiche proprie e reagiscono a volte in modo inaspettato impattando con le attività umane.

Alcune pietre vengono facilmente corrose da acidi, altre meno, infine altre ancora non vengono minimamente intaccate, nemmeno dagli acidi più aggressivi.

Esistono pietre molto assorbenti e facilmente macchiabili, altre invece molto meno permeabili e quindi meno macchiabili.

Non esiste però in assoluto nessuna pietra completamente IMPERMEABILE!

Le pietre hanno bisogno di essere trattate con cura e riguardo per preservarne l’eccezionale valore estetico e la loro durata.

Questa premessa serve solo per capire meglio il motivo per cui ogni intervento sulle pietre naturali è sempre riservato a operatori preparati e professionali. Esperienza, competenza e conoscenza profonda delle pietre è un requisito basilare per non incorrere in cattive sorprese nei processi di lavorazione, protezione e manutenzione delle superfici naturali.

Una mossa o un’operazione sbagliata potrebbe compromettere irrimediabilmente l’integrità e la bellezza di queste superfici create dalla natura.

IL FAI DA TE

Nell’uso comune possono presentarsi piccoli problemi che affliggono le superfici in pietra dovuti a macchie o incrostazioni e che ne compromettono l’estetica e la lucentezza.

Questo è il momento del ‘fai da te’.

La regola d’oro è: usare sostanze e utensili soltanto in modo appropriato e consapevole.

Quante volte abbiamo tentato di togliere una macchia assorbita o un alone di corrosione usando tecniche e prodotti impropri e abbiamo solo aggravato la situazione? Cerchiamo di evitarlo!

Il nostro proposito è quello di mettere a disposizione metodi, utensili e sostanze che permettano anche ai non esperti di risolvere qualche piccolo malanno sulle loro lucenti superfici di marmo.

Il nostro motto è “conoscere prima di fare”.

Con i nostri video-test mostriamo come a volte la soluzione è molto più semplice di quello che pensiamo e non sempre i prodotti specifici in vendita sul mercato funzionano a dovere.

Prima di intervenire si deve fare una prima classificazione del problema:

  • macchie dovute a sostanze colorate

  • macchie dovute a unto o grasso

  • macchie di corrosione dovute a sostanze acide

  • macchie di ruggine

  • incrostazioni di calcare

Inoltre occorre classificare la pietra su cui si deve intervenire o perlomeno bisogna capire se siamo in presenza di una pietra carbonatica e quale sia il suo tasso carbonatico.

Lo stesso problema richiede metodi a volte molto diversi a seconda si presenti su un marmo o su un granito. Sui graniti, ad esempio, è possibile intervenire con sostanze acide, mentre sul marmo sono generalmente da evitare o, comunque, da usare con la massima precauzione.

I marmi e le limestone(calcari) sono pietre molto ricche di carbonato di calcio, una sostanza che reagisce e si combina molto frequentemente con altre sostanze ed elementi chimici.

Macchie di frutta su marmo

pulire e lucidare il marmo
Quando rimangono vistose tracce di un ricco banchetto, la pulizia del marmo macchiato richiede particolari accorgimenti

“vistose macchie di fragole e limone su pavimento pietra di verona, come fare?”

macchie su marmo

Questa la richiesta pervenuta.

Come fare per pulire e lucidare il  marmo di Verona?

La nostra risposta  per la rimozione di macchie di frutta è questa.

Le macchie su marmo causate dalla frutta si tolgono con l’applicazione di acqua ossigenata 130 vol lasciata in posa per alcune ore (vedi nostro video test)

Resteranno probabilmente delle opacità da corrosione poiché le fragole contengono sostanze moderatamente acide.
Le macchie su marmo causate da limone invece sono principalmente dovute alla corrosione, per via dell’acido citrico contenuto in questo agrume.

Come fare per il marmo rovinato da acido di limone?

Non sapendo come affrontare il problema, la soluzione più comune è quella di camuffare con prodotti ceranti che dissimulano l’opacità ma non risolvono il problema. È un po’ come pulire mettendo la polvere sotto il tappeto.
Noi consigliamo di risolvere il problema alla radice.
Se queste macchie su marmo sono in gran numero o molto estese sul pavimento allora conviene un intervento professionale per la rilucidatura o spazzolatura a macchina del pavimento.
Se invece si tratta solo di poche macchie si può optare per un intervento fai da te in tutta sicurezza e tranquillità.
Servono solo due o tre piccoli tamponcini diamantati da passare con un po’ d’acqua in successione di grana sulle macchie e infine basta passare con un po’ di polvere lucidante per ottenere un risultato insperato.
In BMC Store si trova con poca spesa tutto il necessario. A riguardo potete consultare i nostri i video tutorial che spiegano come si procede nel dettaglio.

Attenzione però!

Una volta eliminate le macchie su marmo e finito di lucidare il marmo macchiato il problema potrebbe ripresentarsi tale e quale in futuro. Perciò è consigliabile un trattamento idrorepellente preventivo. Questo tipo di trattamento rende le pietre calcaree quasi completamente impermeabili, ma…
attenzione!!
 il problema della corrosione in superficie rimane inalterato.

Esiste una soluzione per l’attacco degli acidi mantenendo la superficie del marmo naturale?

La risposta  può essere affermativa solo nel caso in cui le sostanze acide non siano lasciate agire troppo a lungo sul pavimento.
La soluzione più conosciuta  è la stesura di cera sulla superficie. Questa soluzione a molti non piace perché può rendere scivoloso il pavimento. Se questo  è il caso allora meglio prendere l’abitudine di lavare di frequente il pavimento con acqua e sapone di Marsiglia  senza risciacquare troppo a fondo. Un leggero velo di sapone di Marsiglia equivale ad una inceratura senza l’inconveniente della scivolosità.
Ultimo consiglio. Ogni tanto aggiungere nel secchio un cucchiaio di bicarbonato per pulire più a fondo la superficie.
P.S. Vi spaventa l’uso di  acqua ossigenata 130 volumi, perché molto pericolosa per il contatto con la pelle e gli occhi? Allora, in alternativa, si può ripiegare sulla candeggina in gel da stendere sulle macchie e lasciare agire per qualche ora. La candeggina non  è  urticante, ma notoriamente  è tossica, mentre l’acqua ossigenata non lo è. Inoltre, la candeggina può schiarire i marmi scuri.


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Pulizia del marmo macchiato con acqua ossigenata n°1 nella cura del marmo

Macchie su marmo: l’acqua ossigenata regina dei detergenti per il marmo

pulizia marmo macchiato

Pulizia marmo macchiato: meglio l’acqua ossigenata

Come pulire marmo macchiato da sostanze organiche? L’acqua ossigenata ad alta concentrazione è una sostanza formidabile per togliere le macchie dal marmo e da ogni tipo di pietra, senza alterarne la superficie. Ci riferiamo in modo specifico alle macchie colorate di origine organica. Non ruggine o macchie d’olio, per intenderci.

acqua ossigenata per pulire marmo macchiato

L’acqua ossigenata o perossido di idrogeno funziona da ossidante o riducente estremamente ecologico. Quando si comporta da riducente si ossida a dare ossigeno (il caso di contatto con marmo). Quando invece si comporta da ossidante dà acqua. Il risultato è sempre di composti dotati di potere inquinante nullo.

In commercio l’acqua ossigenata si trova in soluzioni acquose. Per indicare la concentrazione di acqua ossigenata si indicano i “volumi”, i quali indicano il numero di litri di ossigeno che possono essere sviluppati da un litro di soluzione acquosa di H2O2.

L’indicazione dei “volumi” di una certa diluizione di perossido di idrogeno, è alternativa all’indicazione di concentrazione in percentuale. L’utilizzo di due correnti metodi di misurazione è spesso causa di errori. Nel nostro caso il perossido di idrogeno al 35% corrisponde a 130 volumi.

Curiosità.

In concentrazioni dal 3 al 6% il perossido di idrogeno viene usato (anche se impropriamente) come disinfettante. Fino al 15% come decolorante. Al 35% ,oltre che per smacchiare marmi e pietre, il perossido di idrogeno viene usato per sbiancare i denti, mentre in concentrazioni molto elevate da 85 a 98% viene usato come propellente per i razzi.

 

Fate attenzione all’acqua ossigenata ad alta concentrazione

L’acqua ossigenata a bassa concentrazione  è una sostanza innocua sbiancante, igienizzante, disinfettante, assolutamente biodegradabile. Per contro l’acqua ossigenata a 130 volumi è una sostanza che bisogna imparare a trattare con le dovute precauzioni. La sua pericolosità consiste nel favorire la combustione, provoca ustioni ed è corrosiva.
Non lasciamoci ingannare dal suo colore innocente, la sua pericolosità è pari a quella dell’acido muriatico. Questo non significa che non si può utilizzare, ma che è importante capirne la pericolosità per non commettere leggerezze nel manipolarla.
Pertanto chi decidesse di mettersela in casa deve assicurarsi di riporla in luogo fresco e soprattutto lontano dalla portata di bambini e animali domestici. Non si deve trascurare nemmeno la sua azione corrosiva, quindi evitare di toccarla con le mani e soprattutto attenzione agli schizzi negli occhi.

Per pulire e lucidare il marmo occorre trovare le soluzioni più corrette e meno rischiose

ustioni acqua ossigenata

Uso dell’acqua ossigenata come detergente delle pietre per togliere macchie su marmo

pulire marmo macchiato

Pulizia marmo macchiato. Vediamo ora come smacchiare il marmo facendo uso dell’acqua ossigenata ad alta concentrazione. Dove si può reperire una sostanza così pericolosa?
Al supermercato non la troviamo, non tanto a causa della sua pericolosità (come è noto, nei supermercati si trova normalmente candeggina, acido muriatico, soda caustica e altre sostanze di pari pericolosità). L’acqua ossigenata 130 volumi non si trova perché nessuno lo usa per le pulizie domestiche.
Questa sostanza viene impiegata per sbiancare il legno, perciò è più facile trovarla nei negozi di bricolage e hobbistica e in molti posti dove si lavora il legno. Anche molte ferramenta ne sono fornite. Si può acquistare online e, ovviamente, in farmacia e in ferramenta.

L’acqua ossigenata da farmacia è un prodotto d’elite, pertanto mezzo litro può costare anche 10 euro, contro i 4-6 euro al litro di quella impiegata in table-responsivehobbistica.

Come fare per pulire il marmo macchiato

pulire marmo macchiato

Per smacchiare il marmo dalle macchie di sostanze organiche si deve fare un impiastro e applicarlo sulla superficie per alcune ore.  Questo metodo è il più potente in casi di macchie assorbite e non rimosse subito dalla superficie. Per la pulizia del marmo macchiato non sempre è necessario a ricorrere a questo procedimento impegnativo. A volte sono sufficienti i mezzi di pulizia più comuni.

Preparazione dell’impiastro:

per applicazioni in orizzontale: perossido di idrogeno 35% (in farmacia), polvere a base di talco e sepiolite impalpabile (qui)

per applicazioni in verticale: perossido di idrogeno 35% (in farmacia), polvere a base di talco e sepiolite impalpabile + scagliola in polvere da stampi (ferramenta).

Miscelare l’acqua ossigenata con la polvere fino ad ottenere una pasta morbida della consistenza di un dentifricio. Aggiungere scagliola (1:1) per impacchi su superficii verticali.

Nota aggiuntiva: gli impacchi con acqua ossigenata non aiutano a rimuovere macchie d’olio o macchie da sostanze di origine non organiche. Di solito le operazioni di smacchiatura sono propedeutiche alla fasi successive per pulire e lucidare il marmo.
Vedi qui altri tipi di impacco per smacchiare il marmo

In questo video l’azione portentosa dell’acqua ossigenata per la pulizia del marmo macchiato.

Eliminare le macchie con detergenti commerciali per smacchiare il marmo.

Prima di cimentarsi con gli impacchi di perossido si può provare con detergenti specifici per pulire marmo macchiato marmo. Di seguito alcuni link per l’acquisto di detergenti e kit di pulizia marmo.

Descrizione del prodotto:
Bravo Marmo detergente sgrassante anti calcare per superfici delicate 
Acquistalo in confezione da ML.750  qui
Tipo di  prodotto:
Kit Pulizia e Protezione Top Cucina - Bagno
Puoi acquistrarlo  qui
Se la macchia è superficiale prova con una spugna magica a togliere le macchie dal marmo:
Spugna magica per pulizia, per rimuovere macchie e segni, senza agenti chimici
Puoi acquistarla in confezione da 10 pezzi qui

 

 

Marmo Test con acqua ossigenata 130 volumi

pulire e lucidare il marmo
Questo test mostra l’azione dell’acqua ossigenata 130 volumi su di una pietra grezza

Come rimuovere una macchia in profondità

Oggi facciamo un test di pulizia su un pezzo di quarzite (molto assorbente) pesantemente macchiata con succo di mirtillo, per capire quale sia il modo migliore di come pulire il marmo e le pietre.

Rimuovere la macchia sembra un’impresa disperata. Anche noi lo pensavamo :=)
Seguendo le indicazioni del video-post  ecco come togliere le macchie di vino, frutta e caffè  andiamo a vedere come è andata…

Spettacolare vero?

Per approfondimenti vedere anche il post sulle caratteristiche dell’ acqua ossigenata 130 volumi.

Nota di sicurezza. Se visto il video avrete la smania di provare subito anche voi, fate attenzione ad usare i guanti di lattice per proteggere la pelle. Inoltre fate la massima attenzione ad evitare il contatto con gli occhi. Si potrebbero avere conseguenze molto gravi. Comportatevi come aveste da maneggiare l’acido muriatico.

Se questo video vi è piaciuto, lasciate un suggerimento, ci aiuterà a darvi le soluzioni che state cercando. Grazie!

Marmo: ecco come togliere macchie di vino, frutta e caffè

pulire e lucidare il marmo
macchie su marmo

Prima di iniziare a pulire e lucidare il marmo a volte si deve affrontare preventivamente il problema di come rimuovere le macchie su marmo più persistenti

Macchie su marmo

Con questo video-test vi proponiamo una soluzione definitiva per togliere le macchie su marmo che si formano a causa dell’assorbimento di sostanze organiche colorate come vino, caffè e succhi di frutta. La pulizia del marmo macchiato in questi casi è un’operazione relativamente facile se affrontata nel modo giusto.

Le superfici in marmo non trattate, quindi senza l’applicazione preventiva dei prodotti idro-oleo repellenti, assorbono i liquidi in profondità e, se questi sono colorati, rivelano macchie evidenti che non è possibile rimuovere con una normale pulizia superficiale. La pulitura del marmo in questo caso è un po’ più complessa.

 

Quali prodotti scegliere? Di chi fidarsi?

Cercando su google vi imbatterete in una serie di consigli più o meno casalinghi di come fare per rimuovere le macchie su marmo, a volte del tutto azzardati e che vi espongono al rischio di rovinare le vostre bellissime superfici in marmo. D’altro canto nei negozi specializzati troverete una ricca offerta di prodotti specifici per il trattamento delle superfici in marmo ma che non sempre si dimostrano risolutivi. Continue reading Marmo: ecco come togliere macchie di vino, frutta e caffè

Piastrelle a spigolo vivo

Le piastrelle a spigolo vivo richiedono maggior cura nella fase di posa in opera, perché tutti gli errori di posa e le scelte errate vengono messi in maggior evidenza rispetto agli errori commessi nell’utilizzo di piastrelle con spigolo smussato. Riportiamo qui un caso classico: fuga troppo larga e troppo bassa. Il risultato è un pavimento con gli spigoli taglienti delle piastrelle tutti esposti.

Dal forum di http://www.arredamento.it:

Membro forum: ” Ho bisogno di un vostro parere perche’ non so piu’ a chi credere.
Il nuovo pavimento e’ in gres rettificato con le fughe da 4 mm.
Non avendo mai avuto questo tipo di piastrelle io mi aspettavo che la stuccatura riempisse completamente la fuga e che fosse quindi sullo stesso piano delle piastrelle.
Invece le fughe sono un po’ incavate e gli spigoli delle piastrelle sono spigoli vivi.

Le domande:
La posa e’ corretta o le fughe dovevano essere completamente riempite?
La fuga svuotata e’ solo un aspetto estetico (devo ancora capire se mi piace o no) o puo’ portare a problemi di fragilita’ sugli spigoli delle piasterelle?
Grazie mille.”

Esperto: “Il gres rettificato andrebbe posato senza fughe, massimo 2 mm, con una fuga da 4 quello scalino te lo ritrovi in quanto lo stucco ritira asciugando, dovevano usare stucco epossidico che non ritira asciugando ma costa parecchio ed e’ difficile da applicare.
Non provare ad aggiungere stucco ora, non tiene e salta la parte aggiunta”

Membro forum: “Pensa che a me il piastrellista aveva detto che doveva per forza fare le fughe preche’ era rettificato!
Secondo te possono esserci problemi sugli spigoli?”

Esperto: “certo che per forza doveva fare le fughe… ma poteva farle sottili la metà :wink:
cosi è molto piu facile che ti saltino gli spigoli accidentalmente, oltre che ad essere scomodi quando li calpesti”

Questo caso dimostra come possano essere disastrosi gli errore nella scelta delle fughe. Nel caso sopra riportato si è ottenuto un pavimento con fughe simili ad un reticolo di canaletti e con spigoli vivi taglienti molto sgradevoli nell’uso della superficie.

Le piastrelle in gres rettificato hanno la stessa problematica di posa delle piastrelle in marmo a spigolo vivo. Quindi, anche nel caso del marmo, deve essere posta molta attenzione e cura nella fase di posa in opera, e va preferibilmente scelta una fuga stretta (2-3 mm. max). Molto importante è, nella fase di posa, la perfetta complanarità delle piastrelle, in modo che non vi siano spigoli emergenti dalla superficie del pavimento. Inoltre le fughe dovrebbero essere realizzate con stucco epossidico, per evitare che la fuga si ritiri e si abbassi troppo.Le piastrelle a spigolo vivo richiedono maggior cura nella fase di posa in opera, perché tutti gli errori di posa e le scelte errate vengono messi in maggior evidenza rispetto agli errori commessi nell’utilizzo di piastrelle con spigolo smussato. Riportiamo qui un caso classico: fuga troppo larga e troppo bassa. Il risultato è un pavimento con gli spigoli taglienti delle piastrelle tutti esposti.

Dal forum di http://www.arredamento.it:

Membro forum: ” Ho bisogno di un vostro parere perche’ non so piu’ a chi credere.
Il nuovo pavimento e’ in gres rettificato con le fughe da 4 mm.
Non avendo mai avuto questo tipo di piastrelle io mi aspettavo che la stuccatura riempisse completamente la fuga e che fosse quindi sullo stesso piano delle piastrelle.
Invece le fughe sono un po’ incavate e gli spigoli delle piastrelle sono spigoli vivi.

Le domande:
La posa e’ corretta o le fughe dovevano essere completamente riempite?
La fuga svuotata e’ solo un aspetto estetico (devo ancora capire se mi piace o no) o puo’ portare a problemi di fragilita’ sugli spigoli delle piasterelle?
Grazie mille.”

Esperto: “Il gres rettificato andrebbe posato senza fughe, massimo 2 mm, con una fuga da 4 quello scalino te lo ritrovi in quanto lo stucco ritira asciugando, dovevano usare stucco epossidico che non ritira asciugando ma costa parecchio ed e’ difficile da applicare.
Non provare ad aggiungere stucco ora, non tiene e salta la parte aggiunta”

Membro forum: “Pensa che a me il piastrellista aveva detto che doveva per forza fare le fughe preche’ era rettificato!
Secondo te possono esserci problemi sugli spigoli?”

Esperto: “certo che per forza doveva fare le fughe… ma poteva farle sottili la metà :wink:
cosi è molto piu facile che ti saltino gli spigoli accidentalmente, oltre che ad essere scomodi quando li calpesti”

Questo caso dimostra come possano essere disastrosi gli errore nella scelta delle fughe. Nel caso sopra riportato si è ottenuto un pavimento con fughe simili ad un reticolo di canaletti e con spigoli vivi taglienti molto sgradevoli nell’uso della superficie.

Le piastrelle in gres rettificato hanno la stessa problematica di posa delle piastrelle in marmo a spigolo vivo. Quindi, anche nel caso del marmo, deve essere posta molta attenzione e cura nella fase di posa in opera, e va preferibilmente scelta una fuga stretta (2-3 mm. max). Molto importante è, nella fase di posa, la perfetta complanarità delle piastrelle, in modo che non vi siano spigoli emergenti dalla superficie del pavimento. Inoltre le fughe dovrebbero essere realizzate con stucco epossidico, per evitare che la fuga si ritiri e si abbassi troppo.

Le fughe nei pavimenti in marmo

Pavimenti con fughe

Quando non è prevista la levigatura in opera del pavimento in marmo, la posa deve essere necessariamente eseguita con piastrelle prefinite (lucide, spazzolate ecc.) a giunti più o meno larghi (fughe). La posa a giunti uniti (fuga 0-1 mm.) è sempre sconsigliata, ma può essere tentata con piastrelle bisellate e calibrate nelle dimensioni (modulmarmo, modulgranito). Se si utilizzano piastrelle in marmo di tipo tradizionale, che hanno una tolleranza dimensionale di +/- 1 mm., sono sempre consigliate fughe di almeno 2 mm. di larghezza.

Marcare o sminuire la presenza delle fughe

Le fughe possono essere messe in evidenza quando si desidera la loro partecipazione nell’effetto estetico finale del pavimento, oppure possono essere mimetizzate il più possibile nel caso non siano molto gradite. Fughe larghe e basse di colore contrastante  giocano un ruolo molto importante nell’effetto estetico finale. La fuga molto larga viene usata principalmente per ottenere un effetto “rustico”.  Viceversa, fughe strette, alte e tonalizzate  tendono a mimetizzarsi nel pavimento e il loro impatto estetico viene molto attenuato.

piastrelle anticate confuga larga color cemento


Piastrelle bisellate

Lo spigolo delle piastrelle di marmo può essere leggermente smussato (bisello). La piastrella bisellata è più facile da posare e “perdona” più facilmente eventuali imperfezioni di planarità nella posa. In presenza del bisello  la fuga deve essere tenuta più bassa della superficie del pavimento, in quanto non deve coprire il bisello stesso. In tal modo le fughe appaiono essere più larghe della loro misura reale perché anche i biselli entrano in gioco formando un tutt’uno visivo con i giunti di posa.

pavimento in modulmarmo a giunto unito (si vede solo il bisello)

Piastrelle a spigolo vivo

Spesso, per realizzare pavimenti in marmo,  vengono preferite piastrelle a spigolo vivo (non bisellate) per realizzare fughe alte (allo stesso livello della superficie del pavimento) e visivamente molto strette. In questo modo la fuga finisce per confondersi nel pavimento o sparire visivamente se è tonalizzata con il materiale del pavimento. La scelta dello spigolo vivo comporta però una posa in opera pressoché “perfetta”, in quanto eventuali difetti, anche minimi, di complanarità non potrebbero essere accettati né per motivi estetici (spigoli emergenti) né per motivi funzionali (scalinature nel pavimento). Tuttavia la posa in opera del marmo con piastrelle a spigolo vivo è quella preferita perché si avvicina maggiormente al risultato classico del pavimento in marmo, e cioè, possibilmente senza fughe.

rosso Verona spazzolato a spigolo vivo (fughe contrastanti colore grigio)

Pavimenti con fughe

Quando non è prevista la levigatura in opera del pavimento in marmo, la posa deve essere necessariamente eseguita con piastrelle prefinite (lucide, spazzolate ecc.) a giunti più o meno larghi (fughe). La posa a giunti uniti (fuga 0-1 mm.) è sempre sconsigliata, ma può essere tentata con piastrelle bisellate e calibrate nelle dimensioni (modulmarmo, modulgranito). Se si utilizzano piastrelle in marmo di tipo tradizionale, che hanno una tolleranza dimensionale di +/- 1 mm., sono sempre consigliate fughe di almeno 2 mm. di larghezza.

Marcare o sminuire la presenza delle fughe

Le fughe possono essere messe in evidenza quando si desidera la loro partecipazione nell’effetto estetico finale del pavimento, oppure possono essere mimetizzate il più possibile nel caso non siano molto gradite. Fughe larghe e basse di colore contrastante  giocano un ruolo molto importante nell’effetto estetico finale. La fuga molto larga viene usata principalmente per ottenere un effetto “rustico”.  Viceversa, fughe strette, alte e tonalizzate  tendono a mimetizzarsi nel pavimento e il loro impatto estetico viene molto attenuato.

piastrelle anticate confuga larga color cemento


Piastrelle bisellate

Lo spigolo delle piastrelle di marmo può essere leggermente smussato (bisello). La piastrella bisellata è più facile da posare e “perdona” più facilmente eventuali imperfezioni di planarità nella posa. In presenza del bisello  la fuga deve essere tenuta più bassa della superficie del pavimento, in quanto non deve coprire il bisello stesso. In tal modo le fughe appaiono essere più larghe della loro misura reale perché anche i biselli entrano in gioco formando un tutt’uno visivo con i giunti di posa.

pavimento in modulmarmo a giunto unito (si vede solo il bisello)

Piastrelle a spigolo vivo

Spesso, per realizzare pavimenti in marmo,  vengono preferite piastrelle a spigolo vivo (non bisellate) per realizzare fughe alte (allo stesso livello della superficie del pavimento) e visivamente molto strette. In questo modo la fuga finisce per confondersi nel pavimento o sparire visivamente se è tonalizzata con il materiale del pavimento. La scelta dello spigolo vivo comporta però una posa in opera pressoché “perfetta”, in quanto eventuali difetti, anche minimi, di complanarità non potrebbero essere accettati né per motivi estetici (spigoli emergenti) né per motivi funzionali (scalinature nel pavimento). Tuttavia la posa in opera del marmo con piastrelle a spigolo vivo è quella preferita perché si avvicina maggiormente al risultato classico del pavimento in marmo, e cioè, possibilmente senza fughe.

rosso Verona spazzolato a spigolo vivo (fughe contrastanti colore grigio)

Aptici

Gli “aptici” sono placche calcaree o cornee, semplici o doppie, di forma circa ovale. Si tratta  di opercoli  calcitici di ammoniti  (1^ interpretazione), oppure di mascelline delle ammoniti con funzione di palette per rimuovere il fondo (ipotesi più recente).

Cosa sono le stiloliti?

Le stiloliti sono un tipo particolare di venatura e si sviluppano in rocce calcaree. Si formano per aumento della pressione che favorisce la dissoluzione della matrice costituita da carbonato di calcio. L’aumento della pressione può essere legato a fenomeni tettonici oppure anche al carico sedimentario (stiloliti diagenetiche): in questo caso però le stiloliti sono parallele alla stratificazione.

La stilolite nella roccia costituisce una “cicatrice” che ha forma articolata, con picchi ed avvallamenti. Le stiloliti si formano ortogonali alla direzione di massima compressione e dimostrano una caratteristica forma dentata.

I picchi delle stiloliti sono paralleli alla direzione di massima compressione. Spesso asssociate alle stilolite si formano vene di estensione, parallele alla direzione di massimo raccorciamento e perpendicolari alla direzione di massima estensione.

diagramma delle stilolite

Rosso ammonitico di Asiago

(scheda geologica)

ROSSO AMMONITICO

 

Roccia sedimentaria formata da calcare nodulare (di aspetto mandorlato) ben stratificato. Contiene fossili pelagici come: Ammoniti, BelemnitiAptici, Crinoidi pelagici (Saccocoma) e rari Brachiopodi. Si distinguono tre membri:inferiore, medio e superiore. Il membro inferiore talvolta termina in alto con superfici ad hard ground(*). Il membro medio contiene intercalazioni di selce rossastra. I noduli sono caratteristici soprattutto del membro superiore.

 

Colore: rossastro, rosa, rosa pallido, bianco.

 

Tessitura: compatto, con granuli da fini a finissimi.

 

Genesi:

Si è depositato come fango sul fondo di un mare aperto e relativamente profondo da circa 160 milioni di anni fa fino a quasi 140 milioni di anni fa.

* Hard  ground = strati la cui cementazione è avvenuta durante la sedimentazione. La loro superficie è rimasta per lungo tempo a contatto con l’acqua marina subendo dissoluzione chimica e spesso è incrostata di organismi sessili fossili.


Biancone di Asiago

(Scheda geologica)

BIANCONE

detto anche BIANCO PERLINO (Pietra calcarea di Asiago)

[venduto a stock] qui

Roccia sedimentaria formata da calcare micritico compatto a frattura concoide in strati anche fitti. Contiene microfossili e talvolta anche Ammoniti. Spesso contiene noduli, lenti o letti di selce.

Colore: bianco o biancastro.

Tessitura: roccia compatta; i granuli sono da fini a finissimi, talvolta con stiloliti.

Genesi:

Ha iniziato a depositarsi, intorno a 140 milioni di anni fa, sul fondo di un mare aperto e profondo. Il fango da cui ha preso origine si è accumulato fino a quasi 90 milioni di anni fa. Talvolta contiene selce il cui colore varia dal bruno-grigiastro al nero. In seguito, a causa dei movimenti tettonici che hanno provocato lo spostamento dei continenti, è stato sollevato e piegato. A causa della sua fragilità si è spesso rotto in frammenti dalle dimensioni di pochi centimetri.

La formazione geologica a cui appartiene il Biancone è nota col nome di Maiolica.

Macchie di ruggine

La macchie di ruggine sui pavimenti di marmo possono avere cause esterne (contatto con materiali ferruginosi) o cause interne (il marmo contiene pirite). Quando si presenta questo problema, prima di intervenire, occorre innanzitutto stabilire qual’è la natura del materiale che vogliamo trattare: se è un silicato (graniti, quarziti) oppure un carbonato (marmi, limestone, travertini) e, quindi, in che misura è possibile trattarlo con sostanze acide. Una volta stabilito ciò, si agirà in modo diverso a seconda del tipo di pietra e della sua finitura superficiale.
Caso graniti (o silicati)
Trattamento di macchie superficiali o interne al materiale.
Sui graniti lucidi, levigati o fiammati l’operazione è relativamente semplice: si applica una soluzione di acido ossalico e di acido fosforico e quindi si lava accuratamente.
Caso marmi (o carbonati)
Trattamento di macchie superficiali.
Sui marmi l’operazione è più complicata perchè l’uso di sostanze acide deve essere molto accorto. Se la superficie non è lucidata, è possibile applicare (per un tempo breve e con attenzione) una soluzione diluita di acido ossalico.
Su superfici lucide,  invece, si applica ripetutamente una soluzione di ossalato di ammonio oppure di citrato di sodio e glicerina.
Ovviamente sono possibili anche altri metodi, ma richiedono l’intervento di specialisti perché si renderà necessaria la rilucidatura in opera.

La macchie di ruggine sui pavimenti di marmo possono avere cause esterne (contatto con materiali ferruginosi) o cause interne (il marmo contiene pirite). Quando si presenta questo problema, prima di intervenire, occorre innanzitutto stabilire qual’è la natura del materiale che vogliamo trattare: se è un silicato (graniti, quarziti) oppure un carbonato (marmi, limestone, travertini) e, quindi, in che misura è possibile trattarlo con sostanze acide. Una volta stabilito ciò, si agirà in modo diverso a seconda del tipo di pietra e della sua finitura superficiale.
Caso graniti (o silicati)
Trattamento di macchie superficiali o interne al materiale.
Sui graniti lucidi, levigati o fiammati l’operazione è relativamente semplice: si applica una soluzione di acido ossalico e di acido fosforico e quindi si lava accuratamente.
Caso marmi (o carbonati)
Trattamento di macchie superficiali.
Sui marmi l’operazione è più complicata perchè l’uso di sostanze acide deve essere molto accorto. Se la superficie non è lucidata, è possibile applicare (per un tempo breve e con attenzione) una soluzione diluita di acido ossalico.
Su superfici lucide,  invece, si applica ripetutamente una soluzione di ossalato di ammonio oppure di citrato di sodio e glicerina.
Ovviamente sono possibili anche altri metodi, ma richiedono l’intervento di specialisti perché si renderà necessaria la rilucidatura in opera.

Togliere le macchie dal marmo con la sepiolite

fibre di sepiolite al microscopio
La Sepiolite è un granulare minerale con elevate caratteristiche di assorbenza nei confronti di tutti i liquidi. Viene utilizzato nella sua forma naturale al 100%, senza dover essere miscelato. Dal punto di vista chimico si tratta di silicato idrato di magnesio.
sepiolite granulare
Trattamento delle macchie di unto, grasso e olio (anche di derivazione minerale)
Si eliminano mediante applicazione di una pasta costituita da polvere sorbente di sepiolite (da prefere a talco o gesso, perché agisce assai meglio, data la sua elevata area superficiale) e un idoneo solvente quale: trielina, eptano, toluene, idrocarburi e loro miscele. Si deposita, su una superficie doppia rispetto alla macchia, uno strato di sorbente formando uno spessore di almeno 1 centimetro. Si bagnare il sorbente con il solvente in modo che assuma la consistenza di una pasta e si lascia evaporare lentamente. Quando diviene secca si elimina la pasta, ripetendo l’applicazione se rimangono ancora tracce della macchia. A volte, quando la macchia è penetrata in profondità oppure quando la temperatura ambiente è troppo elevata (es. in estate) è necessario rallentare l’evaporazione del solvente usando solventi non facilmente evaporabili (es. idrocarburi altobollenti, toluene, ecc.) o coprendo la pasta formata con un bicchiere, una tazza. Attenzione perchè il solvente è spesso infiammabile e i suoi vapori nocivi: operare lontano da fiamme e ventilare opportunamente se l’applicazione è fatta in locali chiusi.
Da notare che se la macchia è costituita da solo olio alimentare, buoni risultati sono ottenibili anche utilizzando una soluzione di ammoniaca al posto del solvente idrocarburico.

 

Macchie di vino, caffè, the, frutta, impronte di foglie, segatura, trucioli
Queste macchie si eliminano mediante applicazione di un ossidante: candeggina (meglio se al 12-15%, quella domestica è al 6% circa) o acqua ossigenata (meglio se al 35% circa) sulla macchia stessa, utilizzando sorbenti come la sepiolite, il talco, il gesso. Le condizioni migliori sono le seguenti: stendere uno strato di sepiolite sulla macchia, in modo che ricopra una superficie doppia rispetto alla macchia stessa, e bagnare con acqua ossigenata in modo da formare una pasta. Far agire per alcune ore o sino a secchezza. Ripetere l’operazione, utilizzando del sorbente nuovo, sino a quando la macchia è scomparsa. Se la macchia si trova su una superficie verticale, preparare la pasta sepiolite-acqua ossigenata ed applicarla usando un pezzo di film di polietilene tenuto aderente alla superficie stessa con del nastro adesivo. Attenzione: l’acqua ossigenata può causare ustioni sulla pelle; utilizzare guanti di gomma e occhiali protettivi. In caso di contatto accidentale, lavare immediatamente con abbondante acqua.

 

Macchie di vernice
Cercare prima di togliere con cautela la parte di vernice affiorante con strumento a lama ben affilato, quindi applicare ripetutamente una pasta costituita da un buon sorbente (es. sepiolite) e da un agente sverniciante (es. cloruro di metilene). Attenzione, usare tutte le debite precauzioni: non respirare i vapori, non fumare, ecc.

 

Bruciature di sigaretta
La loro eliminazione può essere problematica se il ripiano è di marmo. In ogni caso provare ad applicare ripetutamente una pasta costituita da sepiolite e da toluene, agendo come descritto nei casi precedenti. Attenzione: non respirare i vapori del solvente e operare lontano da fiamme. Nei casi più difficili e ostinati, provare anche con paste di sepiolite e acqua ossigenata (usando le precauzioni del caso).

 

Sali di rame
Sono macchie tipiche di contatti della pietra con rame e sue leghe (es. bronzo). Si eliminano applicando paste costituite da un sorbente (es. sepiolite) e da soluzioni di ammoniaca e di cloruro di ammonio. Le operazioni debbono essere ripetute più volte per ottenere buoni risultati.

fibre di sepiolite al microscopio
La Sepiolite è un granulare minerale con elevate caratteristiche di assorbenza nei confronti di tutti i liquidi. Viene utilizzato nella sua forma naturale al 100%, senza dover essere miscelato. Dal punto di vista chimico si tratta di silicato idrato di magnesio.
sepiolite granulare
Trattamento delle macchie di unto, grasso e olio (anche di derivazione minerale)
Si eliminano mediante applicazione di una pasta costituita da polvere sorbente di sepiolite (da prefere a talco o gesso, perché agisce assai meglio, data la sua elevata area superficiale) e un idoneo solvente quale: trielina, eptano, toluene, idrocarburi e loro miscele. Si deposita, su una superficie doppia rispetto alla macchia, uno strato di sorbente formando uno spessore di almeno 1 centimetro. Si bagnare il sorbente con il solvente in modo che assuma la consistenza di una pasta e si lascia evaporare lentamente. Quando diviene secca si elimina la pasta, ripetendo l’applicazione se rimangono ancora tracce della macchia. A volte, quando la macchia è penetrata in profondità oppure quando la temperatura ambiente è troppo elevata (es. in estate) è necessario rallentare l’evaporazione del solvente usando solventi non facilmente evaporabili (es. idrocarburi altobollenti, toluene, ecc.) o coprendo la pasta formata con un bicchiere, una tazza. Attenzione perchè il solvente è spesso infiammabile e i suoi vapori nocivi: operare lontano da fiamme e ventilare opportunamente se l’applicazione è fatta in locali chiusi.
Da notare che se la macchia è costituita da solo olio alimentare, buoni risultati sono ottenibili anche utilizzando una soluzione di ammoniaca al posto del solvente idrocarburico.

 

Macchie di vino, caffè, the, frutta, impronte di foglie, segatura, trucioli
Queste macchie si eliminano mediante applicazione di un ossidante: candeggina (meglio se al 12-15%, quella domestica è al 6% circa) o acqua ossigenata (meglio se al 35% circa) sulla macchia stessa, utilizzando sorbenti come la sepiolite, il talco, il gesso. Le condizioni migliori sono le seguenti: stendere uno strato di sepiolite sulla macchia, in modo che ricopra una superficie doppia rispetto alla macchia stessa, e bagnare con acqua ossigenata in modo da formare una pasta. Far agire per alcune ore o sino a secchezza. Ripetere l’operazione, utilizzando del sorbente nuovo, sino a quando la macchia è scomparsa. Se la macchia si trova su una superficie verticale, preparare la pasta sepiolite-acqua ossigenata ed applicarla usando un pezzo di film di polietilene tenuto aderente alla superficie stessa con del nastro adesivo. Attenzione: l’acqua ossigenata può causare ustioni sulla pelle; utilizzare guanti di gomma e occhiali protettivi. In caso di contatto accidentale, lavare immediatamente con abbondante acqua.

 

Macchie di vernice
Cercare prima di togliere con cautela la parte di vernice affiorante con strumento a lama ben affilato, quindi applicare ripetutamente una pasta costituita da un buon sorbente (es. sepiolite) e da un agente sverniciante (es. cloruro di metilene). Attenzione, usare tutte le debite precauzioni: non respirare i vapori, non fumare, ecc.

 

Bruciature di sigaretta
La loro eliminazione può essere problematica se il ripiano è di marmo. In ogni caso provare ad applicare ripetutamente una pasta costituita da sepiolite e da toluene, agendo come descritto nei casi precedenti. Attenzione: non respirare i vapori del solvente e operare lontano da fiamme. Nei casi più difficili e ostinati, provare anche con paste di sepiolite e acqua ossigenata (usando le precauzioni del caso).

 

Sali di rame
Sono macchie tipiche di contatti della pietra con rame e sue leghe (es. bronzo). Si eliminano applicando paste costituite da un sorbente (es. sepiolite) e da soluzioni di ammoniaca e di cloruro di ammonio. Le operazioni debbono essere ripetute più volte per ottenere buoni risultati.

Pulire e preservare il marmo

come pulire marmopulitura marmo

Consigli per pulitura marmo
pulitura marmo

La manutenzione e la pulizia del marmo può comportare il pericolo di usare prodotti  chimici  suscettibili di reagire con gli elementi chimici che lo costituiscono. In particolare, le pietre calcaree (o limestone), i marmi cristallini (come il marmo di Carrara) e i travertini sono prevalentemente costituiti da carbonato di calcio che possiede la particolarità di combinarsi con le sostanze acide. Questo fatto ci fa capire quanto possa essere deleterio l’uso di alcuni prodotti chimici per la pulizia delle superfici in marmo.

Gli acidi sono la più grande minaccia

L’acido corrode le pietre calcaree e una sostanza anche debolmente acida può compromettere la finitura lucida di una superficie in marmo.

per pulire il marmo

Quindi, di norma, si raccomanda caldamente di non usare detergenti acidi per la pulizia dei pavimenti in marmo  soprattutto se a finitura lucida, che è molto delicata. In ogni caso, qualunque sia la finitura della superficie, si sconsiglia di mettere a contatto sostanze acide con materiali calcarei. Per questo si raccomanda anche di rimuovere immediatamente dal marmo eventuali tracce di aceto, vino, limone, coca-cola, pomodoro e qualsiasi altra sostanza più o meno acida.

Non c’è niente di meglio del sapone di Marsiglia

È buona norma pulire il marmo con acqua e sapone di Marsiglia. Per l’asportazione di sostanze grasse e macchie di vario tipo è possibile ricorrere soltanto a sostanze  alcaline, utilizzandole con la dovuta cautela.

Sono quindi sostanze espressamente vietate: l’acido muriatico, gli anticalcari (tipo viakal) e tutti i detergenti acidi in genere (wc-net ecc).

Possono invece essere usate le sostanze neutre o alcaline come l’ammoniaca, la varechina, l’alcool denaturato, il bicarbonato e l’acqua ossigenata. Con la dovuta cautela si può usare anche la soda solvay.

Se il problema è lo sporco di olio o grassi

Altre sostanze consigliate per rimuovere le macchie penetrate nel marmo sono talco, gesso, sepiolite e solventi come trielina, eptano, toluene, idrocarburi e loro miscele.

Consigli della nonna per pulitura marmo

Non c’è niente di meglio del sapone di Marsiglia. Il marmo, nella sua forma classica cristallina o di calcare compatto è assai robusto ma molto sensibile all’usura, ai detersivi generici tradizionali e soprattutto alle sostanze acide.

Spesso le superfici in marmo assumono un aspetto trascurato a causa della pulizia ordinaria con prodotti chimici multiuso per pavimenti non specifici per marmo.

Quindi per mantenere il marmo sempre lucido e uniforme occorre seguire solo alcune semplici regole.

La pulizia ordinaria delle superfici

deve essere fatta semplicemente con sapone di Marsiglia. Si deve passare una spugna morbida inumidita sul sapone e poi strofinarla sul marmo e risciacquare con panno umido. Se la superficie si presenta più sporca del solito basta cospargerla con bicarbonato di sodio prima di passare la spugna insaponata. Il sapone di Marsiglia non solo sgrassa il marmo, ma gli ridà lucentezza, non lo corrode ed è antibatterico.

Per una pulizia più intensa del marmo

si deve assolutamente evitare l’uso di detersivi tradizionali per pavimenti. Usare invece una miscela fatta con 3 litri di acqua, 2 cucchiai di bicarbonato, 10 cucchiai di alcol e 1 pezzetto di sapone di Marsiglia sciolto nel secchio. Strofinare il sapone in una spugna molto bagnata e premerla dentro al secchio, così non occorre aspettare che il sapone si sciolga. Passare poi questo “detersivo” sul pavimento, usando uno straccio in microfibra molto ben strizzato.

Se il marmo ha perso la naturale lucentezza 

provate a levigarlo con la pietra pomice, una polvere abrasiva molto fine in vendita nei normali negozi di ferramenta. Mischiate acqua e polvere di pomice e strofinate il marmo usando una spugna da cucina. Strofinate bene la superficie, insistendo sulle eventuali zone macchiate. Quindi risciacquate e lavate la superficie interessata con sapone di Marsiglia e risciacquando ancora un’altra volta.

Se il marmo si presenta sporco, macchiato di varie sostanze o è in cattivo stato 

provate a fare un “applicazione” particolare. Prendete del “bianco di Spagna” o anche del comune gesso. Bagnatelo con un po’ d’acqua fino a ottenere una crema liquida e applicate su tutta la superficie da trattare. Copritela bene e lasciate in posa per 30 minuti. Poi spolverate il marmo per togliere il gesso, quindi lavatelo con sapone di Marsiglia e risciacquate.

E se cade qualcosa di acido cosa si fà?

Gli acidi sono i veri nemici del marmo, sostanze come succo di limone, aceto, succo di frutta, prodotti anticalcare, pomodoro, detersivi acidi, ecc. Se rimangono a lungo sulla superficie possono corrodere la parte lucida del marmo rendendolo opaco o addirittura ruvido. Nel momento in cui una di queste sostanze, o qualsiasi altro acido, viene a contatto con la superficie del marmo, toglietelo subito con uno straccio e lavate la zona in questione con sapone di Marsiglia e bicarbonato. Si può anche  semplicemente applicare un composto di bicarbonato e acqua sulla parte dove è caduto l’acido. Se la macchia è persistente, non usate abrasivi ma provate prima con la polvere lucidante per marmo.

Per lucidare il marmo fai da te per piccoli interventi casalinghi

come pulire il marmo
Da ricordare:

Se il pavimento è sottoposto a un forte traffico di andirivieni dall’esterno, proteggete l’entrata con un buon zerbino. Sciacquate e risciacquate giornalmente il pavimento con acqua e sapone, cosi da evitare il permanere sulla superficie di materiale abrasivo. Questa semplice accortezza lo preserverà nel tempo mantenendo per anni la sua lucentezza!

Prodotti  per pulire il marmo da acquistare online:

Detergenti neutri per pulire il marmo (pulizia ordinaria)
Descrizione del prodotto: Eurolux è un detergente lavapavimenti concentrato a base alcolica. È particolarmente indicato per la pulizia di superfici lucide quali marmo ceramica grés porcellanato ecc.
Grazie alla formulazione solventata evapora rapidamente senza necessità di risciacquare e senza lasciare residuo. Dona all'ambiente un gradevole e persistente profumo.
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 Proprietà del prodotto CleanPrince:
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I detergenti sgrassatori per pulire il marmo da sporco ostinato
Descrizione del prodotto:
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I detergenti per pulire il marmo da incrostazioni cementizie e residui della posa
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Descrizione del prodotto:
DELICACID Detergente disincrostante per pietre e materiali lapidei
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Prodotti  per lucidare il marmo da acquistare online:

Usare le cere
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Usare le polveri lucidanti
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Usare i cristallizzanti
Marbec KW-L Cristallizzante liquido per pietre e agglomerati cementizi calcarei lucidi, come : marmi, travertini, graniglie, palladiane
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CRISTALLIZZANTE VETRO-GLASS Bellinzoni per pavimenti in Travertino, Marmo, Agglomerati e marmo cemento
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Marmo o granito?

Qual è la differenza tra marmo e granito?
I marmi sono prevalentemente composti di carbonato di calcio (per cui sono anche detti carbonati) mentre i graniti sono principalmente composti da ossido di silicio (per cui sono detti anche silicati). Le caratteristiche fisiche e chimiche dei graniti sono quindi molto diverse da quelle dei marmi e per questo motivo i campi di applicazione di questi materiali devono essere scelti con oculatezza. Come regola di base è preferibile utilizzare i marmi per interni, mentre i graniti possono essere impiegati anche in esterno. Anche le tecniche di lavorazione dei materiali lapidei sono influenzate dalla loro composizione.
Il marmo ha una natura calcarea (è costituito da carbonato di calcio), ha una durezza non elevata (circa 3-4 della Scala Mohs), reagisce facilmente con gli acidi anche deboli (es. aceto, succo di limone, ecc.) ed è facilmente lucidabile e lavorabile. La presenza di altre sostanze (anche in piccola quantità) da origine a venature e colorazioni tipiche. Il granito ha una natura silicea (è costituito da una miscela complessa di silice e di silicati), ha una maggiore durezza (circa 6-7 della Scala Mohs), non reagisce con gli acidi anche forti (as. acido cloridrico), è lucidabile con maggiore difficoltà, ha struttura granulare compatta e può assumere varie colorazioni in relazione agli agenti pigmentanti contenuti. La prova infallibile per stabilire la composizione chimica di una pietra consiste nel metterlo a contatto con acido cloridrico: se non da nessuna reazione, esso ha una natura prettamente silicea (granito, quarzite, ecc.); se invece si osserva un vivace sviluppo di bolle di gas, allora può essere un marmo o una limestone o altro materiale con componente calcarea a seconda dell’intensità della reazione.

Sabbiatura

superficie sabbiata
La sabbiatura si ottiene proiettando una miscela abrasiva (acqua e sabbia, o corindone, o carborundum, o altro materiale duro come palline di vetro o acciaio) a forte pressione e velocità.
E’ un trattamento aggressivo, finora molto diffuso nel campo del restauro per asportare la patina dai rivestimenti lapidei anneriti dall’attacco degli agenti atmosferici e dall’inquinamento, ma è molto in voga anche come finitura superficiale di pavimenti e rivestimenti.
Il risultato della sabbiatura è una superficie ruvida, opaca e senza spigoli vivi, adatta agli ambienti esterni, alle superfici interne calpestabili laddove vi sia la necessità di non scivolare (piscine, piatti doccia) ed in certe composizioni dove si voglia esaltare “la matericità” della superficie. Il colore, infatti, è molto attenuato, ma pronto a ravvivarsi non appena viene a contatto con l’acqua.
Oltre che per le superfici, viene di frequente impiegata per realizzare scritte e decorazioni su targhe, monumenti, lapidi, ecc.

Spazzolatura

giallo Atlantide spazzolato
Rosso Verona spazzolato
Spazzolato (o patinato)
La superficie, precedentemente spianata, viene sottoposta a sfregamento con spazzole di diversi gradi di abrasività, fino ad ottenere il livello di “consumazione” desiderato, anche sugli spigoli. L’effetto è quello di una superficie vissuta, lisciata dal tempo e dal calpestio. Le due foto mostrano come i risultati siano diversi secondo i materiali trattati (foto sopra Giallo Atlantide, foto sotto Rosso Verona).
Questa tecnica si applica ai marmi e, più raramente, sui graniti. Si possono spazzolare le lastre, i lavorati su misura, i pavimenti, le marmette.
I prodotti spazzolati possono essere impregnati con protettivo specifico.

Spazzolato (o patinato)
La superficie, precedentemente spianata, viene sottoposta a sfregamento con spazzole di diversi gradi di abrasività, fino ad ottenere il livello di “consumazione” desiderato, anche sugli spigoli. L’effetto è quello di una superficie vissuta, lisciata dal tempo e dal calpestio. Le due foto mostrano come i risultati siano diversi secondo i materiali trattati (foto sopra Giallo Atlantide, foto sotto Rosso Verona). Questa tecnica si applica ai marmi e, più raramente, sui graniti. Si possono spazzolare le lastre, i lavorati su misura, i pavimenti, le marmette. I prodotti spazzolati possono essere impregnati con protettivo specifico.

Anticatura

pavimento in pietra di Trani anticata
L’anticatura è un tipo di finitura “rustica” molto apprezzato che riproduce un preciso effetto estetico. L’irregolarità dei bordi e delle superfici rimanda all’azione del tempo, al consumo provocato dall’uso, all’illusione della lavorazione manuale, più che all’ipotetico stato naturale della materia.
Anticatura tramite burattatura
Si ottiene con buratti, macchine che utilizzano miscele acquose leggermente abrasive e che consumano i pezzi per rotolamento, urto e altri movimenti meccanici. I residui stessi dei pezzi lasciati in circolo contribuiscono all’usura artificiale. Dopo la posa in opera è richiesto l’intervento di cere per ravvivare il colore della pietra.
Anticatura tramite spazzolatura
Si ottiene attraverso l’utilizzo di apposite spazzole abrasive montate nella linea di levigatura. Conferisce alla superficie trattata un aspetto ‘satinato’ , esaltando le tonalità cromatiche del materiale. La tessitura appare lievemente ondulata e liscia al tatto; le ‘magrosità’ vengono messe in rilevo donando al materiale un aspetto ‘consunto’. I bordi delle piastrelle risultano lievemente ribassati.
Anticatura tramite sabbiatura e acidatura
Questo tipo di anticatura viene realizzata lavando con acido le piastrelle di marmo la cui superficie sia stata in precedenza sottoposta a sabbiatura. Si ottiene una superficie a buccia d’arancia, come ‘corrosa dal tempo’. Il lavaggio con acidi esalta le tonalità del materiale ed asporta le piccole scheggiature prodotte dalla fase di sabbiatura.
Anticatura tramite tecniche miste
Altri tipi di anticatura possono essere ottenute incrociando varie lavorazioni, come ad esempio bocciardatura e spazzolatura, per ottenere l’effetto di antiche superfici consunte nella originaria lavorazione della superficie.
Rosso Verona antichizzato sabbiatura e acido

Rigatura

rigatura a dischi diamantati
La rigatura si caratterizza per la successione di solchi affiancati, eseguiti a mezzo di dischi diamantati oppure tramite un’ampia gamma di utensili a scalpello.  La disposizione delle righe può avere passo fisso o variabile; la rigatura può essere parallela o inclinata rispetto ai lati della lastra oppure può disegnare geometrie come la spina di pesce.

Bocciardatura

 

superficie bocciardata

 


Quando si parla di bocciardatura ci si riferisce ad un particolare tipo di lavorazione superficiale, utilizzata sugli elementi lapidei a vista, che conferisce alle lastre di pietra grezza una zigrinatura di vario grado, donando loro il tipico aspetto “a buccia d’arancia”.
L’etimologia della parola deriva dalla denominazione dello strumento manuale che in origine veniva utilizzato per realizzare questo tipo di finitura, detto appunto bocciarda. Si tratta di un martello speciale, tutt’oggi in commercio, la cui testa è realizzata in acciaio temperato e presenta piccole punte piramidali o coniche, più o meno fitte e più o meno grandi a seconda dell’effetto ricercato. Lo scalpellino percuotendo ripetutamente con la bocciarda le superfici lapidee da lavorare, che ovviamente devono avere sempre un certo spessore, ottiene una finitura irregolare, dall’aspetto volutamente grezzo e naturale. L’uso di questo utensile e la realizzazione di superfici bocciardate sono antichissimi: esistono documenti che ne attestano l’esistenza fin dal medioevo, quando ad esempio durante la costruzione delle grandi cattedrali romaniche gli scalpellini lavoravano in questo modo le superfici di tutti i blocchi di pietra che rimanevano a vista sui prospetti degli edifici.
bocciarda a mano
Oggi la bocciardatura manuale è praticamente scomparsa perché estremamente difficoltosa e molto costosa, soprattutto a causa dei lunghissimi tempi di lavorazione necessari, per cui questo tipo di finitura viene ottenuta quasi esclusivamente attraverso l’impiego di appositi mezzi meccanici. Si tratta di particolari martelli pneumatici dotati di piastre diamantate, che rendono le operazioni veloci e poco costose. Esistono poi anche delle varianti alle classiche macchine “rotobocciardatrici” che consentono vari tipi di lavorazione diverse, come ad esempio la “rigatura”.
bocciarda per martello pneumatico
La bocciardatura può essere praticata sulle lastre di pietra per rispondere ad un’esigenza puramente estetica, ma solitamente, soprattutto quando si tratta di pavimentazioni, la si utilizza per conferire proprietà antisdrucciolo al materiale; a tal scopo trova vasta applicazione per i gradini delle scale e per la realizzazione di manufatti esterni, come pavimentazioni e cordoli, proprio perché riduce notevolmente la scivolosità delle superfici di calpestio rendendole molto più sicure.
Da un punto di vista prettamente estetico la bocciardatura è in grado di esaltare la tessitura del materiale lapideo, donandogli un aspetto rustico, scolpito e in rilievo e per quanto concerne le qualità cromatiche della pietra si tratta di un tipo di trattamento superficiale che tende ad annullare le difformità e le variazioni, con pregevoli valenze chiaroscurali. Proprio per questo aspetto caratteristico che conferisce alle pietre, la bocciardatura rende le superfici maggiormente durevoli in quanto non sono più rilevabili, o comunque risultano molto poco visibili, sfogliature o piccoli distacchi di materiale causati dal tempo.
rotobocciardatrice
La percussione del materiale lapideo attraverso cui viene realizzata la bocciardatura sottopone il materiale ad uno stress notevole e dunque richiede determinati spessori per sopportare le sollecitazioni superficiali, maggiori rispetto ad altri tipi di trattamenti quali ad esempio la lucidatura o la levigatura. Si tratta di un tipo di lavorazione eseguibile su molti tipi di roccia, ma non su tutti: ad esempio è sconsigliata per i graniti, poiché non solo ha una bassissima resa estetica, ma causa anche lo sfaldamento dei cristalli, per cui per queste pietre è preferibile la fiammatura.

Botticino

Il giacimento di pietra calcarea ad est di Brescia da cui si estrae il botticino Classico si formò tra 190 e 60 milioni di anni fa dal lento e continuo processo di sedimentazione, cementazione e ricristallizzazione di fanghi calcarei in un mare lagunare di età mesozoica. Il clima di tipo tropicale ospitava gli organismi che costituiscono una delle peculiarità dei sedimenti del Botticino Classico.

La varietà cromatica del marmo è infatti originata dalla diversa concentrazione e andamento di inclusioni di origine organica e inorganica nella pasta omogenea di fondo composta da fango fine, carbonatico e prevalentemente calcareo, che prende il nome di “micrite”. L’estrema compattezza, con bassi valori di assorbimento e porosità, rende il Botticino Classico idoneo all’impiego in esterno e ne determina caratteristiche meccaniche quali la resistenza alla compressione, alla flessione e all’usura.
Per l’indiscutibile bellezza e le grandi doti di resistenza, il Botticino Classico è dunque considerato universalmente un marmo pregiato a tutti gli effetti.

 

botticino classico

botticino fiorito light

botticino fiorito

Levigatura e lucidatura del marmo

La levigatura del marmo è il processo di lavorazione più classico e tradizionale della superficie ed è eseguita tramite una serie di fasi di livellamento, lisciatura e lucidatura della superficie. È curioso notare come tutte le pietre ornamentali lucidabili vengano chiamate “Marmi”, mentre i materiali che non risultano lucidabili vengono indicati semplicemente come “Pietre”. Quindi, gli effetti di questa lavorazione sono basilari per suddividere la famiglia delle pietre ornamentali in due grandi categorie commerciali: “Marmi e Graniti” da una parte e “Pietre” dall’altra.

La levigatura e lucidatura dei pavimenti in marmo può essere eseguita sia in fabbrica che in cantiere. Cambiano i costi ma anche il risultato finale. Infatti la lavorazione eseguita in cantiere permette di ottenere un pavimento senza fughe: un’unica superficie a specchio.

Levigatura e lucidatura in stabilimento

La lavorazione per ottenere superfici lisce, perfettamente planari e lucide viene effettuata in stabilimento con l’utilizzo di utensili abrasivi disposti in linea su di un macchinario a nastro. Il marmo può essere sottoposto a questo processo sia sotto forma di lastre ottenute dalla segagione dei blocchi sia sotto forma di pezzi già refilati per l’utilizzo finale (marmette, gradini, davanzali o piani cucina). Il grado di levigatura dipende dalla serie delle grane dei piatti abrasivi montate a bordo della macchina. La lucidatura si ottiene con l’utilizzo nella serie degli abrasivi di piatti a grana finissima che producono la cosiddetta superficie “a specchio”.

La lavorazione fatta con macchinario in linea viene a volte eseguita più artigianalmente con il cosidetto “manettone”, con passate successive di piatti abrasivi a grana via via più fine.

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Giallo Reale

Marmo calcareo estratto nei pressi di Verona. Di colore giallo variegato con inclusione di fossili, può variare da un giallo intenso (qualità extra) fino a un giallo tenue tendente al verdognolo. La varietà rosata presenta una struttura maculata di rosa su fondo giallognolo. Può essere impiegato per pavimentazioni esterne ed interne, per rivestire scale e pareti. La sua struttura dicretamente compatta consente un’ampia gamma di lavorazioni della superficie.

giallo reale extra

 

giallo reale rosato

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Colombino

Pietra arenaria di colore grigio scuro uniforme a grana da media a fine con orientazione parallela allo strato dei granuli costituenti.
Si tratta di una roccia priva di cavità e microfessurazioni, gli interstizi fra i granuli sono completamente occupati dalla componente cristallina fine e dall’abbondante cemento carbonatico. E’ costituita da frammenti di rocce carbonatiche, gusci di microfossili, frammenti di rocce silicatiche, quarzo, feldspati e rare miche.
In base allo studio petrografico ed al diagramma NCE-CE-CI Zuffa (1980) il Colombino si classifica come calcarenite.
In base alle caratteristiche fisico-meccaniche si può definire come una pietra ben lavorabile, molto compatta, pochissimo porosa e non geliva. Presenta buone caratteristiche di resistenza meccanica ed all’usura anche in condizioni d’opera particolarmente sfavorevoli.

Pietra Serena

Pietra arenaria di colore grigio azzurrognolo chiaro a grana media con evidente orientazione parallela allo strato dei granuli cristallini costituenti, ben evidenziata dalle lamelle micacee.
Roccia priva di cavità e microfessurazioni, gli interstizi fra i granuli sono completamente occupati dalla componente cristallina fine e dal cemento carbonatico. E’ costituita prevalentemente da quarzo, feldspati, miche e da frammenti di rocce silicatiche e carbonatiche.
In base allo studio petrografico ed al diagramma Q-F-(R+C) Folk (1974) la composizione della Pietra Serena varia da arcose litica alitarenite feldspatica.
In base alle caratteristiche fisico-meccaniche si può definire come una pietra pesante, compatta, poco porosa e non geliva. Possiede un’ottima lavorabilità con caratteristiche di resistenza meccanica tipiche delle arenarie che le conferiscono una predisposizione per un utilizzo ornamentale di rivestimento anche per uso esterno.

Arenarie: le pietre nate dalla sabbia

Le rocce arenarie – in lingua inglese sandstone – sono una sottoinsieme delle rocce sedimentarie di tipo detritico. Il termine inglese sembrerebbe disvelare la vera natura di queste pietre: sand+stones.Però non tutto è semplice come a prima vista appare, perché la sabbia è solo l’ossatura dell’arenaria e non è sempre l’elemento con la presenza più abbondante. Negli interstizi dell’ossatura c’è da considerare anche la presenza di altri due elementi: la matrice e il cemento. Inoltre la quantità di interstizi vuoti è un dato altrettanto importante, perché concorre a definire la porosità della roccia.

Per cemento si intende quel complesso di sostanze che cristallizando tra gli interstizi hanno ‘solidificato’ la sabbia. Le sostanze da cui è composto possono essere varie, ma le più comuni sono i carbonati (carbonati, dolomite), la silice (calcedonio, quarzo), i minerali argillosi (caolinite, cloriti ecc.) e altri (ossidi di ferro, pirite, barite).

Per matrice si intendono finissime sostanze carbonatiche o silicatiche che per molteplici motivi si ritrovano segregate negli interstizi. Praticamente possiamo affermare molto grossolanamente che tutto ciò che non è ossatura o cemento cristallizzato è matrice.

Come dare nome e cognome a una sandstone

Ogni roccia viene ‘battezzata’ tramite un processo di classificazione. Per un’arenaria significa esaminarne la sua composizione totale, la composizione dell’ossatura, il rapporto ossatura/matrice, la natura dei frammenti di roccia.

Tipicamente si parla di areniti(arenites) quando la matrice è inferiore al 15%, di grovacche(wakes) se la matrice è compresa fra il 15% e il 75%, mentre quando essa è superiore al 75% siamo nel campo delle argilliti.

Per affinare ulteriormente il nome si può utilizzare il diagramma a triangolo di  Folk per classificare la roccia sotto il profilo chimico-mineralogico. In questo caso il dato da conoscere è la composizione in termini percentuali di quarzo, feldspati e frammenti di roccia.

Dopo questo passo saremo in grado dare nomi del tipo: quarzarenite, litarenite, arenite arcosica oppure quarzogrovacca, litogrovacca, grovacca arcosica.

E allora cos’è una calcarenite?

Un ulteriore step di analisi sulla natura dei frammenti rocciosi ci permette di essere ancora più precisi nel nome. Nel caso di frammenti rocciosi di origine prevalentemente calcarea allora questa litarenite prenderà il nome di calcarenite.

Alcuni esempi

Pietra Serena: è una lito arenite arcosica

Colombino: è una calcarenite

Approfondimenti

Per approfondire l’argomento questi sono i link per scaricare le presentazioni ppt dell’Università di Pisa

classificazione delle arenarie

petrologia delle rocce arenitiche